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Chernobyl, domati gli incendi nella “zona rossa” attorno alla centrale

Le fiamme hanno bruciato 35 ettari di foreste contaminate, alzando il livello di radiazioni nell'aria e rischiando di raggiungere il reattore numero 4. Le fiamme sono state domate dopo dieci giorni

Mentre prosegue l'azione globale di contenimento rispetto al Covid-19, il mondo non si ferma del tutto, o almeno non lo fanno le altre problematiche connesse ad ambiente e inquinamento. L'ultima, allarmante notizia è arrivata dall'Ucraina, dove un paio di incendi hanno devastato i boschi e le foreste contaminate nella zona di esclusione attorno alla centrale di Chernobyl, sede del più grande disastro nucleare della storia umana e in disuso dal 2000.

I rischi degli incendi

Gli incendi – presumibilmente di origine dolosa – hanno portato a un innalzamento oltre la norma dei livelli di radioattività in quella che è già di suo una delle aree più contaminate del pianeta: la cosiddetta “zona di esclusione” copre infatti un'area di 2600 km quadrati, per un raggio di 30 chilometri tutt'attorno alla centrale, e a distanza di oltre trent'anni dall'incidente del 26 aprile 1986 – quando il reattore numero 4 esplose e bruciò ininterrottamente per giorni, diffondendo nell'ambiente un'enorme quantità di radiazioni – è ancora fortemente contaminata. Gli incendi di inizio aprile hanno causato un nuovo picco radioattivo nella zona (le radiazioni hanno superato di oltre 16 volte il livello “normale”) che, insieme alle forti raffiche di vento, ha reso difficoltoso l'intervento dei vigili del fuoco per domare le fiamme. Non solo: l'incendio è infatti arrivato a 1,5 km di distanza da ciò che resta del reattore numero 4, tenendo il mondo intero col fiato sospeso di fronte all'eventualità di un possibile nuovo incidente nucleare. Fortunatamente, dopo oltre dieci giorni di lotta, le squadre di contenimento ucraine sono riuscite a domare le fiamme, scongiurando la catastrofe e riportando il fuoco sotto controllo.

Un monito sempre attuale

L'accaduto ha riportato alla mente anche il recente dramma in Australia, dove gli incendi hanno devastato intere aree in quella che è stata definita, con macabra coincidenza, "la Chernobyl della crisi climatica".

Ma l'emergenza rientrata attorno allo scheletro della centrale ha anche riportato sotto gli occhi dell'Europa e del mondo quanto le problematiche di natura ambientale non siano andate in “stand by” come invece è successo alle attività umane. La tragedia di Chernobyl è diventata un monito di nuovo attuale, anche grazie al successo della recente miniserie prodotta da Sky ed HBO dedicata, appunto, alla tragedia della centrale V. I. Lenin di Chernobyl e alla catena di errori, negligenze e casualità che portarono al più tremendo disastro nucleare della storia.

Erica Balduzzi

Aprile 2020

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