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In Lombardia case più green

Edilizia lombarda: un positivo trend di innovazione e sostenibilità. Ma c’è ancora molto lavoro da fare

Per i visitatori che vengono dal Nord, la temperatura del nostro Paese è sempre mite, anche in Lombardia. Per tedeschi e olandesi, amanti degli splendidi laghi lombardi, percorrere in pantaloncini e maglietta la passeggiata degli innamorati di Varenna durante i primi mesi dell’anno è cosa normale. In realtà, gli inverni lombardi possono essere molto freddi. Per rendere calda e accogliente una casa di 150 metri quadrati di superficie situata nella pianura padana costruita 40 anni fa, sono necessari oltre 3.300 metri cubi di gas all'anno, che si traducono in parecchie centinaia di euro in bolletta. Metà degli edifici censiti dal Catasto Energetico Edifici Regionale (CEER), rientrano ancora in classe energetica G. La classe energetica è ricavata sulla base dell’indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale (EPi) ed è l’informazione principale contenuta all’interno dell’APE, l’Attestato di Prestazione Energetica. Le classi assegnate agli edifici in Lombardia vanno da “G” ad “A+”, in ordine di efficienza energetica crescente. Una casa, un ufficio o un luogo pubblico si classificano meglio o peggio, in base al tipo d’impianto di riscaldamento, dei materiali di costruzione e della tipologia di pareti e serramenti. Sono ancora tanti gli edifici di vecchia costruzione che non hanno subito alcuna riqualificazione.

Quando una crisi produce buone idee

La questione del risparmio energetico in edilizia fu sollevata più di quarant’anni fa in seguito alla prima crisi energetica. Vennero emanate, nel 1976, le "Norme per il contenimento del consumo energetico per usi termici negli edifici". La legge europea numero 373, è considerata una delle migliori mai emesse; essa prevedeva già la certificazione energetica obbligatoria. La sua attuazione tuttavia, una volta passata la crisi energetica, non fu soddisfacente. Il concetto di Pianificazione energetica in Italia fu introdotto nel 1991 con la pubblicazione della legge 10, in attuazione del Piano energetico nazionale. La Regione Lombardia fu quella che per prima volle rispondere a un forte bisogno di tutela della qualità dell’aria e di contenimento dei consumi energetici. Così, a partire dal 2006 intraprese un percorso legislativo autonomo. La certificazione energetica lombarda divenne operativa con la Dgr 26 giugno 2007 n. VIII/5018. Le procedure di calcolo della prestazione energetica furono aggiornate dal decreto 11 giugno 2009 n. 5796 e la Dgr 24 novembre 2012 n. IX/2554 approvò i criteri di indirizzo e le modalità di accertamento sulla conformità degli Attestati di Certificazione Energetica.

I numeri delle case green

Sono molti gli edifici, sia pubblici che privati, che in Lombardia vantano la A+, classe che designa l’edilizia a consumo quasi zero. Le tre province che contano il maggior numero di case ad alta e altissima prestazione energetica sono Milano, Brescia e Bergamo. La provincia di Milano vede, su un totale di 601.339 edifici censiti, 7.524 in classe A e A+ e 21.253 in classe B. Nella provincia di Brescia, su un totale di 200.449 edifici, 3.426 sono in classe A e A+ e 12.858 in classe B. La situazione nella provincia bergamasca vede, su un totale di 164.585 edifici, 3.836 in classe A e A+ e 14.606 in classe B. Bergamo è la provincia dove si registra, per gli edifici residenziali, un più basso livello medio di emissioni di gas climalteranti. Seguono Brescia, Lecco e Milano. L’impegno per un ambiente più vivibile e meno costoso, che al contempo riduca le emissioni di CO2 e difenda la qualità dell’aria sta dando i suoi frutti, ma ancora molto resta da fare. Se Milano, Brescia, Bergamo, Lecco contano il maggior numero di edifici efficienti, circa la metà dei fabbricati censiti restano in classe G: sono 120.756 a Milano (su un totale di 241.354), 21.209 a Brescia (su 40.998), 10.817 a Bergamo (su 24.622), 3.832 a Lecco (su 8.766 edifici censiti). Primato negativo per Pavia con 13.656 edifici in classe G su un censimento totale di 18.602 edifici (soltanto 7 in classe A+). In sostanza la maggior parte di noi vive o lavora in ambienti che, con qualche intervento di riqualificazione, potrebbero ottenere una classe energetica migliore. Anche la sola sostituzione di serramenti obsoleti con finestre a doppi vetri può ridurre l'energia necessaria per il riscaldamento degli ambienti e contribuire a rendere l’aria più pulita. Piccoli accorgimenti che sommati portano non solo a un risparmio energetico ma a un miglioramento della qualità di vita e del benessere abitativo.

Cristina Cireddu

Luglio 2018

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