La stretta interconnessione tra uomo, animale e ambiente al centro di una visione olistica per preservare la vita e il nostro pianeta
Quando pensiamo all'uomo in veste di paziente che presenta sintomi o segni di malessere tali da richiedere attenzioni mediche, l'immaginario collettivo ci proietta all'interno di una struttura sanitaria alla presenza di un pool di medici specialisti, ciascuno concentrato su un particolare. È come se il corpo umano venisse metaforicamente smontato, analizzato, ricomposto e ri-scomposto. Il medico contemporaneo analizza il corpo studiandolo nelle sue più piccole unità costituenti, attraverso esami sempre più sofisticati, per giungere a una diagnosi precisa e a una terapia risolutiva.
L’iperspecializzazione della medicina...
Questo scenario è l'espressione diretta di una tendenza che tutti noi abbiamo sperimentato: l'incessante e progressiva iperspecializzazione della medicina moderna. Oggi, ogni professionista della salute è focalizzato in modo quasi esclusivo su un singolo elemento dell'organismo umano, ne possiede una competenza tecnica e scientifica straordinaria, ma spesso si trova a operare senza avvertire la necessità clinica di osservare il resto dell'individuo. Tuttavia, anche all'interno di un quadro così settoriale, la cooperazione tra molteplici specialisti di altissimo livello può creare quella squadra medica onnicomprensiva capace di gestire le patologie più complesse.
...e l’approccio olistico
Ma la domanda che dobbiamo porci è: in un contesto frammentato come quello attuale, si può ancora realisticamente parlare di un approccio olistico all'essere umano? E’ proprio su questo interrogativo cruciale che si fonda la visione promossa dalla “One Health Foundation”.
Prima di addentrarci nei dettagli di questa rivoluzione culturale, è doveroso chiarire cosa s’intende con "approccio olistico". Possiamo definirlo come una metodologia che mira a mantenere o ristabilire il benessere di ogni individuo considerandolo nella sua completezza. Significa smettere di vedere la persona solo come un organo da riparare e iniziare a considerarla come un'unione inscindibile di corpo, mente ed emozioni, costantemente immersa nell'ambiente in cui vive.
Coerentemente con questa visione, il principio ispiratore del movimento ideologico One Health considera l'essere vivente - umano o animale che sia - come il risultato finale di tutte le infinite interazioni con il mondo circostante e con gli altri esseri che lo abitano. Ne consegue che anche ogni aspetto legato alla salute non è scindibile dal vissuto e dall’ambiente.
Partendo da questo principio fondante, la visione di ogni individuo si allarga dal particolare al generale, dove questo “generale” è inteso nel modo più ampio possibile. Partendo dalla preservazione di un ambiente salubre (cosa che, purtroppo, noi esseri umani non stiamo esattamente facendo), l’obiettivo di questa visione è tentare di creare i presupposti per soluzioni stabili e durature, anziché cercare rimedi estemporanei, efficaci solo nell'immediatezza di una patologia. In questa preziosa ottica di lungo termine, l'attenzione alla salute prescinde dalla manifestazione di un malanno: l'impegno si sposta nettamente sulla prevenzione e sulla preservazione di quello che viene definito "wellness", vale a dire uno stato di benessere fisico e mentale, difendendolo molto prima che emerga la necessità di una cura.
Compatibilità delle visioni
Apparentemente, potrebbe sembrare che l’iperspecializzazione della medicina moderna e la trasversalità dell’approccio olistico siano incompatibili, ma ciò è vero solo se la ricerca del dettaglio clinico bypassa totalmente l’osservazione e l’indagine anamnestica dell’individuo nella sua interezza. Non credo ci sia necessariamente incompatibilità. Anzi, ritengo che i due approcci possano e debbano integrarsi, susseguendosi in un percorso di cura armonico, che parte dal generale, ponendo un'attenzione prioritaria alla preservazione del benessere prima ancora che compaiano i sintomi; scendendo poi nel particolare, per correggere eventuali alterazioni fisiologiche (farmacologicamente o chirurgicamente); per poi tornare di nuovo verso il generale, per osservare e migliorare l'ambiente fisico e relazionale in cui il paziente continuerà a vivere.
L'impatto dell'ambiente
Ma per quale motivo è diventato così cruciale e urgente allargare il punto di osservazione? È ormai chiaro che molti dei più comuni malanni di cui soffriamo risentono dell’azione di molteplici fattori di rischio correlati in modo diretto al nostro stile di vita e, inevitabilmente, all'ambiente.
Per visualizzare la potenza del contesto sulla nostra salute, prendiamo come esempio un individuo, portatore di un proprio bagaglio genetico unico, carico di predisposizioni ereditate dal proprio albero genealogico e modifiche irripetibili del suo codice genetico. Immaginiamo ora di collocare questa persona in due ambienti diametralmente opposti.
Il primo scenario è un paese occidentale contemporaneo, dove regna l'opulenza, l'alimentazione quotidiana è dominata da cibi iperprocessati e molto calorici, dove ci si sposta prevalentemente con veicoli e i ritmi lavorativi e sociali sono incredibilmente accelerati. Ciò comporta un aumento esponenziale dei livelli di cortisolo, il noto ormone dello stress, mentre i polmoni sono costretti a filtrare un'aria i cui livelli di inquinamento sono alle stelle.
Il secondo scenario è collocato nelle zone rurali di un paese orientale come il Nepal. In questo contesto l'alimentazione è costituita in larga parte da ortaggi e cereali, i mezzi di trasporto a motore sono una rarità e, di conseguenza, la popolazione si sposta prevalentemente a piedi. I ritmi di vita sono lenti e l'inquinamento è ancora un problema marginale.
Se il nostro individuo vivesse nel primo ambiente piuttosto che nel secondo, avrebbe le stesse probabilità di sviluppare problematiche metaboliche o cardiovascolari? Assolutamente no: l'impatto dell'ambiente modificherebbe strutturalmente i fattori di rischio. Ad esempio, il solo fatto di non possedere un mezzo di trasporto fa aumentare esponenzialmente il numero dei passi giornalieri, incidendo in modo favorevole sul metabolismo e sul comparto vascolare. Analogamente, respirare aria pulita piuttosto che un gas denso di polveri sottili, impatta in modo decisivo sulla funzionalità dell'apparato polmonare. E’ quindi chiaro che l'essere vivente risente fisicamente di tutte le interazioni che intreccia con l’ambiente circostante.
I quattro pilastri
Se volessimo riassumere questo viaggio scientifico e umano in poche parole chiave, capaci di identificare e trasmettere il cuore del concetto di One Health, potremmo affermare che questo approccio olistico si regge su quattro cardini fondamentali.
Il primo è l'Interconnessione. Dobbiamo riconoscere e rispettare il legame inscindibile che unisce tutti gli esseri viventi tra loro e con l'intero ecosistema terrestre.
Il secondo è la Collaborazione. La medicina del futuro richiede un dialogo aperto, inter e intra-disciplinare. Significa far dialogare non solo i vari specialisti in campo medico, ma anche quelli provenienti da altri ambiti: esperti ambientali, sociologi, analisti psico-attitudinali, veterinari, ecc.
Il terzo pilastro è la Sostenibilità. Le scelte sanitarie, al pari di quelle sociali, devono trasformarsi in progetti lungimiranti e di lungo termine, capaci di generare salute senza consumare le risorse in modo irresponsabile.
Infine il quarto, ma non meno importante, è la Prevenzione. La vera vittoria dell'informazione e della medicina coincide con la capacità della società di identificare, intercettare e ridurre i fattori di rischio prima che questi sviluppino conseguenze patologiche. Costruire consapevolezza è il primo, vero passo verso il benessere collettivo e globale.
Dott. Michele Visini
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One Health
La visione olistica One Health, è riconosciuta ufficialmente dal Ministero della Salute italiano, dalla Commissione Europea e da tutte le organizzazioni internazionali quale strategia rilevante in tutti i settori che beneficiano della collaborazione tra diverse discipline (medici, veterinari, ambientalisti, economisti, sociologi ecc.).
La One Health è un approccio ideale per raggiungere la salute globale perché affronta i bisogni delle popolazioni più vulnerabili sulla base dell’intima relazione tra la loro salute, la salute dei loro animali e l’ambiente in cui vivono.
Istituto Superiore della Sanità: iss.it/one-health
One Health Foundation Ets: onehealthfoundation.it
“La salute non è più un bene isolato, ma un bene condiviso. Siamo un unico mondo, viviamo su un unico pianeta. E il nostro futuro sarà definito da quanto bene lo proteggeremo, insieme. Non c'è salute umana senza salute animale. Non c'è salute animale senza salute ambientale.”
Ahmed Zouiten, World Health Organisation (WHO)


























































