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Economia Sociale e Solidale. Il commento della politica sul percorso di legge

Economia Sociale e Solidale. Il commento della politica sul percorso di legge

Prospettive, spunti e osservazioni da parte dei gruppi consiliari di Regione Lombardia

La campagna di raccolta firme a sostegno della proposta di legge a tutela e valorizzazione dell'Economia Sociale e Solidale ha preso ufficialmente il via a Milano a inizio marzo, nel corso della fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili Fa' la Cosa Giusta.

La proposta di legge vuole normare un settore economico variegato e composito, che unisce attività e “atteggiamenti” diversi ma caratterizzati dall'idea comune di rafforzare un’economia non rispondente alle sole logiche del profitto di singoli, ma alle esigenze di un intero sistema, sociale e territoriale, oltre che economico. Elementi essenziali per queste attività economiche sono l’attenzione alla sostenibilità ambientale, alla giustizia sociale, alla democrazia economica, alla centralità della persona, alla partecipazione e alla relazione con il territorio e con l’economia locale. 

Organizzare queste realtà in modo più strutturato e in un rapporto continuo con le istituzioni attraverso i Distretti territoriali dell’ESS e un Forum regionale potrà aiutare a far emergere e sviluppare questo settore. 

Perché l'economia sociale e solidale possa contare e pesare nel dibattito, è necessario però che questo settore abbia la possibilità di porsi come interlocutore riconosciuto e unitario con le istituzioni, soprattutto in una Regione come la Lombardia nella quale questo ambito economico risulta particolarmente in crescita. Prospettive occupazionali, innovazione, tutela dell'ambiente e economia del territorio sono solo alcune delle potenzialità dell'ESS in termini di lavoro e sviluppo, ed è proprio su questo che abbiamo chiesto un parere a diversi esponenti politici della nostra regione. Perché – oggi è chiaro più che mai – l'ESS non può essere una questione di “schieramenti”. 

 

Roberto Anelli

Presidente del Gruppo Lega Lombarda 
Consiglio regionale della Lombardia

La sostenibilità è un concetto che riguarda una grande questione aperta: quale sviluppo futuro per il Territorio?

Da un lato c’è l’esigenza di tutelare il nostro livello di benessere, dall’altro però vige l’obbligo di impegnarsi per trovare anche vie alternative, capaci di salvaguardare l’ambiente e garantire una migliore distribuzione della ricchezza.
Non c’è dubbio quindi che all’economia tradizionale occorra affiancare un nuovo paradigma, dove la concertazione fra gli attori in gioco costituisca uno degli elementi fondativi. 

In questo senso la Lombardia non è all’anno zero: dall’Ambiente all’Agricoltura, il nostro Ente è intervenuto con iniziative davvero innovative nell’ottica della sostenibilità. Da segnalare la Legge regionale 9 del 2015, sul Commercio equo e solidale, che in parte riprende alcuni contenuti della Proposta di Legge popolare sull’ESS. Restiamo aperti e disponibili, specialmente quando si tratta di spunti provenienti dalla società civile, perché il compito della politica e delle Istituzioni è fare sintesi, ponendo le basi per un domani migliore. 

“Perché l'economia sociale e solidale possa contare e pesare nel dibattito, è necessario che questo settore abbia la possibilità di porsi come interlocutore riconosciuto e unitario con le istituzioni, soprattutto in una Regione come la Lombardia nella quale questo ambito economico risulta particolarmente in crescita”
 

Gianluca Marco Comazzi

Presidente del Gruppo Forza Italia 
Consiglio regionale della Lombardia

Uno dei punti di forza della Lombardia è sempre stata la sua capacità di coniugare l’etica del lavoro all’attenzione verso la persona.

Benessere ed efficienza non sono due concetti antitetici: a dimostrarlo è lo stesso tessuto sociale del nostro territorio. 

Per questo, ritengo che la proposta di legge di iniziativa popolare che mira alla valorizzazione, promozione e sostegno dell’Economia Sociale e Solidale meriti di essere presa in considerazione dalla politica, anche all’insegna del dialogo fruttuoso tra istituzioni e attori sociali, che la Regione ha sempre incoraggiato con i suoi tavoli di lavoro.

Quando temi così rilevanti vengono sollevati dai cittadini, aprirsi all’ascolto diventa un dovere. Politici e legislatori hanno sempre avuto il nobile compito di farsi interpreti della società e dei suoi mutamenti, che spesso sono portatori di nuove sensibilità. Seguiremo quindi con attenzione l’iter di questa proposta, capace di coniugare sostenibilità ambientale, giustizia sociale, centralità della persona (come attore sociale e soggetto produttivo) dentro la cornice di un sistema economico che - oltre alle logiche di profitto - tiene conto dei nostri principi etici.

 

Fabio Pizzul

Presidente Gruppo PD della Lombardia
Consiglio regionale della Lombardia

Riportare al centro l'uomo con le sue esigenze invece che il profitto a ogni costo, considerare l'impatto a tutto tondo delle attività economiche su ambiente e territorio e tutelare il pluralismo: questo il valore della legge che si pone a tutela dell’Economia Sociale e Solidale.

Il lavoro troppo spesso ormai è considerato una merce da quantificare esclusivamente in termini economici, senza alcuna attenzione per le ricadute sul territorio e sulla vita quotidiana delle persone. In quest'ottica, la Regione potrebbe giocare un ruolo prezioso nel mettere in relazione diverse esperienze e nel favorire una rete che possa entrare in relazione con esperienze esistenti, anche in altre realtà italiane ed europee.

Una proposta, questa, che può e deve trovare spazio anche nella cosiddetta economia tradizionale e “dominante” di una Regione tra le più avanzate d'Italia, a patto però di non cedere alla tentazione di sottoporre l’ESS a una sorta di trattamento di favore e di impegnarsi invece affinché questo modello regga di fronte alla prova dell’efficienza e dell’efficacia economica. Per fare un salto di qualità, economico e culturale, l’ESS deve avere il coraggio di uscire da una certa autoreferenzialità che talvolta la caratterizza. Tutelare la propria purezza e coerenza è importante, ma questo non deve trasformarsi in isolamento.

 

Dario Violi

Movimento 5 Stelle

Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale 

L'economia sociale e solidale potrebbe coesistere e anzi, collaborare, con l'economia cosiddetta tradizionale: sarebbe bello poter avere una crescita reale del Paese partendo da una sinergia tra questi due modelli economici (apparentemente) inconciliabili.

È molto importante ascoltare i territori e chi li abita perché solo così è possibile migliorare la qualità della vita dei cittadini e dare forma a nuove idee per il futuro del pianeta. Si deve aprire la strada ad un nuovo modello di sviluppo che ponga al centro l’individuo, non come mero consumatore, ma come risorsa indispensabile per favorire l’economia in relazione alla collettività e che potrebbe porsi come reale alternativa per affrontare la crisi economica e occupazionale degli ultimi 10 anni.

Sarebbe auspicabile che la Lombardia diventasse il vero e proprio cuore pulsante di un’economia sempre più green. Il ruolo di Regione Lombardia dovrebbe essere quello di catalizzare gli interlocutori del territorio, attraverso una rete consolidata di persone qualificate. Auspico che questo progetto di legge possa davvero essere la chiave di svolta necessaria a portare la Lombardia ai livelli di altre regioni italiane che attualmente sono più avanzate in questo campo.

 

Niccolò Carretta

Presidente dei Lombardi Civici Europeisti

Consiglio regionale della Lombardia

Tra i grandi punti di forza dell’economia sociale e solidale vi è l’uso consapevole ed efficiente delle risorse ambientali in quanto beni comuni, la capacità di valorizzare le risorse umane per contribuire allo sviluppo delle comunità locali e quella di mantenere uno sviluppo economico in linea con l’azione regionale. La Lombardia è la Regione con il maggior numero di associazioni del Terzo Settore; è prima in Italia per produzione agricola, ma è anche la regione più inquinata d’Europa.

Quello che credo sia fondamentale fare è mettere a sistema i due primati positivi al servizio del rovesciamento del primato negativo sulla qualità dell’aria. Per farlo è necessario che la politica regionale doti i territori degli strumenti adeguati per affrontare queste sfida. Proprio a tal riguardo, la proposta di legge regionale, ora in fase di campagna di raccolta firme, è un punto di partenza interessante: aiuterà infatti ad aprire un confronto serio su più livelli e un dialogo sempre più ampio. È un passaggio importante che richiede a Regione Lombardia maggior coraggio nel sostenere economicamente, ma anche attraverso un adeguato sistema di comunicazione e formazione, le realtà che sul territorio operano in questo ambito.

 

> Approfondimento in collaborazione con Bio Distretto dell'Agricoltura Sociale di Bergamo

Aprile 2019

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