feedFacebookTwitterlinkedinGoogle+

infoSOStenibile

Ecopelli ed ecopellicce conquistano anche i più scettici

ecopelli

La grande tendenza di questa stagione invernale

Fin dall’antichità gli oggetti in pelli e le vesti di pelliccia erano considerati beni di lusso e nei secoli non sono mai passati di moda. Nella seconda metà del ’900 le pellicce e le pelli di origine animale sono state affiancate da imitazioni sintetiche, più economiche. Se fino a qualche anno fa queste ultime erano mal viste da chi desiderava vestirsi in maniera elegante, quest’anno “fake fur” e “fake leather” sono diventate la materia prima per le creazioni di stilisti che dettano legge in materia di moda. 

Tra i pionieri di questa tendenza un posto di rilievo è di Stella McCartney che da tempo professa la fede vegan applicandola anche alle sue linee di abbigliamento e accessori: la sua Falabella bag in ecopelle e catene metalliche è ormai un cult. La designer britannica è oggi in buona compagnia: grandi marchi come Emporio Armani, Karl Lagerfeld, Kenzo, Moschino (per citarne alcuni) hanno sancito che per l’Autunno Inverno 2014/15 ecopelli ed ecopellicce abbiano dignità pari a quella dei materiali notoriamente pregiati.

La simil pelle viene utilizzata principalmente per capi che si ispirano all’abbigliamento di biker e rocker, e dunque giacche (come il classico chiodo) e pantaloni attillati in stile punk; l’eco pelliccia, invece, oltre che per realizzare cappotti e giacche, è utilizzata per borse, sciarpe e, must della stagione, gilet. Il dibattito su materiali veri e finti non riguarda soltanto i trend della stagione, ma tocca anche aspetti legati all’eticità del prodotto. Il trionfo dei materiali sintetici interpreta una più diffusa sensibilità verso gli animali, promossa dalle associazioni animaliste che da anni si battono per questa causa. Negli ultimi mesi la LAV ha rilevato un abbassamento dei prezzi delle pellicce vere che dipende dalla riduzione della richiesta da parte del mercato; una recente inchiesta conferma che la maggior parte dei cittadini europei è contraria all’uccisione di animali per produrre capi di abbigliamento e in Italia è contrario l’85% della popolazione (fonte: sondaggio Eurispes 2014).

L.S.

Febbraio 2015

Articoli Correlati

Incontri, scambi, momenti formativi e ludici hanno arricchito la nuova edizione della...
Dal 21 giugno al 12 luglio torna il festival organizzato da Legambiente Bergamo che...
Il recente libro di Elena Granata evidenzia come le donne abbiano sempre maturato un...
Al Polaresco l’1 e il 2 giugno un fine settimana dedicato ad ambiente, natura e cura del...