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Edilizia con materiali di recupero. L’innovativo progetto europeo Re4

L’innovativo progetto europeo Re4

Il progetto tra i finalisti del premio Inertia Award 2019 sull'economia circolare nelle costruzioni

Abitare in una casa realizzata con materiale riciclato sarà presto possibile, grazie al progetto “Re4” a cui stanno lavorando tredici partner europei (tra industrie, università, istituti di ricerca) nell'ambito del programma di ricerca e innovazione di Horizon 2020 dell'Unione Europea. Obiettivo del progetto è sviluppare un concetto di edificio prefabbricato ad alta efficienza energetica, che possa essere facilmente assemblato e smontato per il futuro riutilizzo e contenente fino al 65% di materiali riciclati da CDW (scarti delle demolizioni edilizie quali legno, mattoni e malta, plastica e calcestruzzo).

Il progetto è stato tra i finalisti del premio Inertia Award 2019 nella categoria “Nuovi prodotti e materiali nell’attuazione delle migliori pratiche di economia circolare nel settore delle costruzioni”, concorso che promuove le idee e i progetti più innovativi in materia di sostenibilità ed economia circolare applicata al settore delle costruzioni.

Dagli scarti la casa del futuro

In Europa ogni anno vengono prodotti 750 milioni di tonnellate di CDW, con un tasso di recupero inferiore al 50%. Si tratta di materiale generalmente di grande volume e con un forte potenziale per il riuso: ciò permetterebbe di passare da un’economia lineare a un’economia circolare, annullando la produzione dei rifiuti in campo edile, dando nuova vita ai materiali di scarto e riducendo l’impatto ambientale.

Ma come recuperare questo materiale? Grazie a un innovativo sistema, che utilizza una fotocamera multispettrale e un'intelligenza artificiale per identificare i diversi materiali e un braccio robotico per separarli: dopo una fase di messa a punto e collaudo nei laboratori SIIT (Sistemi Intelligenti Integrati Tecnologie) di Genova, questo sistema di smistamento robotizzato è ora in fase di test a Oxford. Se verrà ritenuto efficiente, il prototipo potrà essere utilizzato nei diversi cantieri edili. 

Le materie recuperate andranno a loro volta a formare nuovi materiali, utilizzabili per la realizzazione degli innovativi edifici o per le ristrutturazioni. La qualità degli elementi recuperati e la loro riusabilità saranno testate in tre diversi Stati dell'Unione Europea, situati in due diverse zone climatiche: Spagna, Regno Unito e Italia. Nei primi due Paesi si realizzeranno le nuove costruzioni, mentre in Italia - più precisamente a Benevento - si sperimenterà la ristrutturazione secondo i canoni RE4. Il potenziale al di fuori dell'Unione Europea sarà invece testato a Taiwan.

I confronti verranno effettuati sotto diversi punti di vista: termico, costruttivo e di efficienza energetica, mettendo a confronto edifici residenziali e non residenziali. Una volta tornati a Madrid, dopo il periodo di prova comparativa di quattro mesi, i ricercatori si metteranno all’opera per un cambiamento nelle normative edilizie, con l’obiettivo di consentire un maggiore uso di materiali riciclati nei nuovi uffici e abitazioni. L’impatto di Re4 sarà molteplice: dalla diminuzione dell’anidride carbonica (oltre il 30%), al risparmio di energia (20%), una maggiore efficienza delle risorse (fino al 65% la percentuale minima di materiali riciclati nel prodotto finale), una minore produzione di rifiuti, un minore smaltimento di CDW in discarica, oltre allo sviluppo di un modello di business ecosostenibile. 

Per maggiori informazioni:

http://www.re4.eu

Giada Frana

Novembre 2019

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