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Green House: ecoinnovazione in Val Brembana

Green House: ecoinnovazione in Val Brembana

 

Inaugurato un nuovo incubatore di imprese che da edificio fatiscente si trasforma in Casa dell’innovazione a consumi zero

 

Venerdì 3 luglio il sindaco di Zogno Giuliano Ghisalberti ha tagliato il nastro della Green House della Valle Brembana. Alla presenza di Alberto Mazzoleni, presidente della Comunità Montana Valle Brembana, e di sindaci e autorità della provincia di Bergamo è stato inaugurato un edificio primo nel suo genere nel nostro Paese: struttura a emissioni zero ed energia zero, nata dalla riqualificazione della palazzina uffici delle acciaierie Falck e destinata a uso pubblico, la Green House rappresenta, nelle parole di Mazzoleni «una scelta per il lancio e il rilancio dell’economia green della Valle».

L’idea del progetto nasce nel 2010 a Bruxelles, dove Mazzoleni e Antonello Pezzini, consigliere del Comitato economico e sociale europeo hanno avuto la possibilità di visitare la Green House della città. L’obiettivo di replicare il progetto in Valle Brembana si è realizzato grazie ai finanziamenti provenienti da Regione Lombardia, dal Consorzio B.I.M. e dalla Comunità Montana. I lavori, iniziati nel 2012, hanno creato “una macchina che produce cultura e innovazione”, come definita dall’architetto Carminati.

La Valle Brembana vede la presenza di più di 3.000 imprese manifatturiere, agricole e commerciali e Zogno è il luogo ideale in cui creare un centro che possa coordinare lo sviluppo delle realtà imprenditoriali già presenti, sia nella Valle, sia nell’intera provincia di Bergamo.

La Green House, inoltre, rappresenta un secondo incubatore d’impresa per il territorio bergamasco (il primo in ordine di creazione si trova presso il Polo Tecnologico della sede universitaria di Dalmine) che, grazie al bando Imprendinvalle, ha già raccolto numerose candidature di aspiranti imprenditori.

Un “involucro ad alte prestazioni tecniche”, come definito dall’ingegner Angelo Gotti, Green House produce energia da fonti rinnovabili: geotermica, grazie ai due pozzi di prelievo e alla pompa di calore, e solare, mediante i pannelli fotovoltaici.

Le superfici, sia murarie, sia in vetro, garantiscono un isolamento elevato e l’impianto elettrico è a ridotto consumo energetico. Il restauro ha leggermente aumentato la cubatura dell’ex palazzina e ha permesso di dotare l’edificio di un giardino pensile in copertura del corpo basso dell’edificio.

“Ecoinnovazione” e “disaccoppiamento” sono due i concetti con cui l’Assessore regionale all’Ambiente Claudia Terzi riassume il percorso di Green House e il programma per l’ambiente e l’energia intrapreso dalla Regione. Se fino a poco tempo fa, infatti, innovare in modo ecosostenibile poteva essere ancora una scelta, negli ultimi tempi si è finalmente rivelata una vera e propria necessità.

Disaccoppiamento è invece l’inversione di marcia rispetto al legame che esisteva prima tra maggior produttività e consumi elevati: oggi i due fattori non sono più direttamente proporzionali e la tendenza è quella di ricercare e investire in un sistema produttivo che limiti il più possibile il dispendio energetico. Che quelle impegnate nella green economy siano le uniche aziende di cui si può constatare una crescita, come ha sottolineato la Terzi, è un dato di fatto.

Ora, grazie anche alla Regione Lombardia, che alloca una grande quantità di fondi europei per iniziative volte all’efficientamento energetico, occorre continuare a collaborare, non solo in ambito produttivo e imprenditoriale, ma anche privato, domestico e quotidiano, per raggiungere livelli sempre maggiori di educazione ambientale, un obiettivo concreto di cui la Green House è simbolo e primo traguardo.

Chiara Migliori

Luglio 2015

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