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Il nuovo Attestato di prestazione energetica (Ape): dal 1° ottobre in vigore in Italia, dal 12 in Lombardia

Il nuovo Attestato di prestazione energetica (Ape): dal 1° ottobre in vigore in Italia, dal 12 in Lombardia

Al via le modifiche alle normative regionali per ridurre i consumi e gli sprechi di energia. Cosa cambia nella compilazione del nuovo formato. Più informazioni per un migliore confronto

Il 1° ottobre 2015 è stato ufficialmente introdotto il nuovo Attestato di prestazione energetica unico per tutto il territorio nazionale, al quale le Regioni dovranno adeguarsi entro due anni dall’entrata in vigore.

La Lombardia è stata una fra le prime regioni a fare il passo in avanti verso la sostenibilità ambientale rendendo obbligatorio l’utilizzo dell’Ape aggiornato già a partire dal 12 ottobre 2015.

Da questa data chiunque voglia vendere o affittare casa deve disporre di un Ape da allegare a un atto di compravendita e aumentarne la classe energetica di appartenenza; dal 1° gennaio 2016, invece, sarà obbligatorio costruire o ristrutturare immobili solo a consumi “quasi zero”, che andranno certificati con il nuovo metodo.

Ma per capire i cambiamenti introdotti e il perché siano state apportate alcune modifiche al modello esistente, è necessario fare un passo indietro e chiarire che cosa si intende con Attestato di prestazione energetica e a cosa serve.

L’Ape è uno strumento per la valutazione di un immobile in relazione alla sua prestazione energetica, al fine di valutarne la convenienza economica rispetto all’acquisto, alla locazione o a eventuali interventi di riqualificazione.

Il decreto che ha introdotto il nuovo attestato fornisce la seguente definizione: «la prestazione energetica degli edifici è determinata sulla base della quantità di energia necessaria annualmente per soddisfare le esigenze legate a un uso standard dell’edificio e corrisponde al fabbisogno energetico annuale globale in energia primaria per il riscaldamento, il raffrescamento, per la ventilazione, per la produzione di acqua calda sanitaria e, nel settore non residenziale, per l’illuminazione, gli impianti ascensori e scale mobili».

Vediamo ora nel dettaglio quali sono le novità del decreto e come è possibile ridurre l’impatto ambientale del settore del mattone con questo approccio volto all’innovazione tecnologica.

Che cosa cambia

Per la prima volta il decreto che ha introdotto il nuovo attestato ha indicato le informazioni minime necessarie per la sua compilazione, pena l’invalidità stessa del documento.

Finora nessuna norma, né di carattere legislativo né regolamentare, disciplinava in maniera analitica il contenuto dell’Ape, mentre questo nuovo formato dovrà riportare obbligatoriamente:

> la prestazione energetica globale sia in termini di energia primaria totale che di energia primaria non rinnovabile, attraverso i rispettivi indici;

> la classe energetica determinata attraverso l’indice di prestazione energetica globale, espresso in energia primaria non rinnovabile;

> la qualità energetica del fabbricato ai fini del contenimento dei consumi energetici per il riscaldamento e il raffrescamento, attraverso gli indici di prestazione termica utile per la climatizzazione invernale ed estiva dell’edificio;

> i valori di riferimento, quali i requisiti minimi di efficienza energetica vigenti a norma di legge;

> le emissioni di anidride carbonica;

> l’energia esportata;

> le raccomandazioni per il miglioramento dell’efficienza energetica con le proposte degli interventi più significativi ed economicamente convenienti, distinguendo gli interventi di ristrutturazione importanti da quelli di riqualificazione energetica;

> ogni Ape riporta, inoltre, le informazioni correlate al miglioramento della prestazione energetica, quali gli incentivi di carattere finanziario e l’opportunità di eseguire diagnosi energetiche.

Tutto ciò è finalizzato a favorire un’applicazione omogenea su tutto il territorio nazionale al fine di consentire la valutazione e il confronto fra immobili da parte dell’utente finale. Rispetto al vecchio attestato, le novità che più caratterizzano il nuovo Ape sono:

Il passaggio da 8 a 10 classi energetiche

Se in precedenza erano previste 8 classi prestazionali, dalla G alla A+, dal 1° ottobre 2015, invece, la scala di classificazione comprende 10 suddivisioni con la classe A che in precedenza era divisa in due sottoclassi (A+ e A) e ora viene suddivisa in quattro: A1 (la meno efficiente della classe A), A2, A3 e A4 (la più efficiente).

Nuovi indicatori

Prima le classi dipendevano da un sistema fisso di valori, indipendente dal tipo di edificio; ora l’edificio reale che si sta certificando assume una classe energetica nel confronto con la classe energetica che caratterizza l’edificio di riferimento (un edificio con gli stessi parametri di quello da certificare).

Un formato grafico più chiaro e completo

Nel nuovo Ape vengono raccolte maggiori informazioni, viene messa in evidenza la motivazione per cui l’Ape viene prodotto, viene indicato la qualità e il consumo di energia della propria casa, d’estate e d’inverno, in relazione ad abitazioni simili.

L’Attestato di prestazione energetica ha una validità temporale massima di dieci anni a partire dal suo rilascio e deve essere aggiornato a ogni intervento di ristrutturazione o riqualificazione apportato alla struttura o agli impianti tecnici che modifichino la classe energetica dell’edificio o dell’unità immobiliare.

Silvia Cesana

Ottobre 2015

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