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Progetto “Adotta un prodotto”

Progetto “Adotta un prodotto”

Desenzano del Garda: La parola agli studenti della 2ª C

della scuola secondaria di I grado “V. Catullo”

In aprile alla scuola secondaria di I grado “Catullo” di Desenzano del Garda noi di 2^ C abbiamo seguito il progetto “Adotta un prodotto” proposto dalla Cooperativa Cauto di Brescia in collaborazione con la testata mensile infoSOStenibile.

Durante gli incontri abbiamo parlato della provenienza dei prodotti, dei vari alimenti e dell’inquinamento che si produce per la loro esportazione. Abbiamo inoltre imparato come si scrive un articolo di giornale e ora eccoci a raccontare il progetto da provetti giornalisti.

Durante gli incontri abbiamo imparato che è molto meglio comprare prodotti locali perché questo comporta meno emissioni di CO2, responsabile dell’effetto serra. Un’esperienza molto interessante è stata poi la scheda del prodotto di stagione adottato: a noi è capitato di dovere analizzare l’asparago, la sua origine, le sue caratteristiche.

Lo abbiamo “assaggiato” usando i cinque sensi per avere una percezione della sua freschezza e qualità, sperimentando come proprio i nostri cinque sensi siano importantissimi e quando si comprano prodotti alimentari bisogna affidarsi anche a loro.

 

Ecco come ˝usarli˝

Vista: osservando il colore del prodotto

si può dedurre il suo grado di maturazione;

Olfatto: annusando il prodotto si può capire

se è “saporito” o no;

Udito: sentendo il rumore che il prodotto

emette si può sentire se è maturo;

Tatto: la consistenza e il grado di ruvidità del prodotto suggeriscono la sua bontà;

Gusto: se possibile, l’assaggio di un prodotto prima dell’acquisto, è la prova schiacciante per determinarne il grado di qualità.

 

Km0, la cultura a tavola

Riscoprire i prodotti locali aiuta il mondo e la salute

Sulle nostre tavole imbandite la presenza di frutta insolita, che ci racconta di Paesi lontani, spesso sembra un’idea suggestiva di mondialità, spesso sembra un modo per aiutare le produzioni di quei Paesi lontani.

Ma è così? L’occasione di scambio culturale attraverso il cibo ha anche dei lati negativi, se si pensa che per avere sulle nostre tavole frutta e prodotti che devono compiere viaggi impegnativi si usa la chimica per conservarli. E quindi mangiamo anche quella chimica!

Se si considera poi che i mezzi di trasporto inquinano molto il pianeta, si ha un ritorno negativo anche per l’ambiente. Dunque, cosa possiamo fare per tutelare la nostra salute e quella della nostra Terra? Mangiare prodotti a Km0! Forse vi chiederete: come si può capire se un prodotto è a KM0? Semplice, guardando sempre l’etichetta. Essa svela la provenienza dei prodotti e quindi ci tutela come consumatori e come cittadini del mondo.

Pensate a quanti prodotti importiamo: alcuni sono caratteristici, come la banana o la noce di cocco, il mango, l’ananas, la papaya e l’avocado, tuttavia questi prodotti percorrono migliaia di chilometri dall’India, dalla Cina, dal Brasile, dalle Filippine, dall’Ecuador, dal Messico, prima di finire nei nostri piatti.

Non poche volte marciscono negli stessi supermercati che di solito fanno grandi offerte per le merci in deperimento.

E allora quali sono i prodotti che fanno poca strada? Quelli che produciamo in Italia. L’Italia ha una grande tradizione di colture mediterranee come uva e olive, di frutta tipica come fichi, mele, pere o di prodotti che abbiamo adattato al nostro territorio come pomodori, asparagi, patate, riso, kiwi, per fare solo qualche esempio.

Dal progetto proposto dalla Cooperativa Cauto con infoSOStenibile, noi alunni abbiamo imparato appunto questo: che è meglio comprare prodotti locali per non inquinare e per mangiare sano, perché è vero che c’è il kiwi che si coltiva in Nuova Zelanda ma si può comprare anche quello coltivato in Italia, che tra l’altro ne è la prima produttrice al mondo.

Ormai non possiamo più permetterci di dimenticare che il cibo è salute e cultura e che è bello mischiare tradizioni e abitudini, anche in cucina, ma senza per questo arrecare danno o peggiorare il mondo in cui viviamo.

Le tante possibilità che l’agricoltura italiana ci offre sono un ottimo incentivo ad una spesa più responsabile, che faccia attenzione alla provenienza dei prodotti. Da domani, allora, vi vogliamo vedere tutti a leggere le etichette dei prodotti, d’accordo? Sarà un gesto importante!

Contributi realizzati dagli alunni della classe 2ª C

Scuola secondaria di I° grado “V. Catullo”

Desenzano del Garda (Bs)

 

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Giugno 2016

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