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Ricominciare da un antico mestiere. «Creo abiti responsabilmente»

Ricominciare da un antico mestiere. «Creo abiti responsabilmente»

Mariarosa Panetti e la sua bottega di abiti sartoriali, artigianali e sostenibili

Occhi azzurri e tanti ricci cotonati che sprizzano allegria: così è Mariarosa, un’esplosione di entusiasmo e creatività che non si lascia sopraffare dagli eventi. Quando nel 2011 è rimasta senza lavoro, si trovava in quella mezza età che rende difficile ricollocarsi nel mercato: «Ho fatto per 25 anni la grafica, poi l’azienda per la quale lavoravo è stata costretta a chiudere», spiega. Uno scenario purtroppo comune durante la crisi.

Ma Mari, come si fa chiamare dalle clienti e dagli amici, ha deciso di affrontare i momenti di difficoltà e sconforto investendo il nuovo tempo libero nello studio: «Ho ricominciato dalle origini. Mia madre cuciva e io ho deciso di ripartire proprio da questo antico mestiere. Ho fatto un corso per diventare stilista, di tre anni. Poi sono andata a lavorare da una sarta. Non ero soddisfatta, volevo costruire qualcosa di mio, che rispecchiasse i miei valori». 

Tessuti naturali e tanta creatività

A Limbiate, Mari oggi confeziona vestiti su misura utilizzando solo materiali naturali: seta, cotone, lana e lino. Tessuti che la corsa alla fast fashion ha reso una rarità: «Buona parte del mio lavoro consiste nella ricerca delle stoffe – racconta –. Di solito mi rivolgo ai tappezzieri: recupero i loro scarti che finirebbero in discarica». Per Mari quei tessuti diventano preziosa materia prima. «Inoltre amici e conoscenti mi portano scatole piene di abiti della nonna, recuperati dai vecchi armadi». Le sue clienti restano stupite quando scoprono che gli abiti fabbricati con materie naturali durano nel tempo. «Viviamo nell’epoca del “costa talmente poco che ne compro due”. Io dico no: compra quello che ti serve. Così proteggerai l’ambiente».

Questo è il valore su cui si basa il lavoro di Mariarosa Panetti: per trasmetterlo agli altri, organizza eventi dove, oltre a presentare i suoi modelli, cerca di sensibilizzare le persone sull'importanza del materiale con cui sono fatti gli abiti. È capitato però che tra i vari scatoloni ricevuti ce ne fosse uno pieno di scampoli in poliestere. Lo stava per portare in discarica, poi ci ha ripensato: «ho usato quei tessuti per realizzare dei foulard creativi e colorati». Insomma, una seconda occasione non si nega a nessuno.

Cristina Cireddu

Dicembre 2019

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