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Un libro per raccontare la transizione alla green economy

Edo Ronchi

Edo Ronchi, ex ministro dell’ambiente, ha presentato a Treviglio (BG) la sua ultima pubblicazione

La transizione alla green economy è il nuovo libro di Edoardo (Edo) Ronchi, edito da Edizioni Ambiente. L’ex ministro – oggi presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile – lo ha presentato giovedì 13 settembre a Treviglio (BG), suo paese natale, negli spazi del Teatro Nuovo.

L’iniziativa è stata organizzata e promossa da “Risorse”, associazione culturale che ha come scopo quello di far capire l’economia organizzando cicli di conferenze su banche e finanza. Il libro è stato scritto in occasione del decimo anniversario dalla nascita della fondazione che Edo Ronchi oggi presiede e ha l’ambizione di fare chiarezza sui cambiamenti in atto in direzione green e delle condizioni che possono favorirli o sfavorirli: politiche pubbliche, finanza verde, imprese.

Da Rio de Janeiro in avanti

Edo Ronchi è senza ombra di dubbio un’autorità in materia: è stato infatti Ministro dell’Ambiente dal 1996 al 2000. È stato il firmatario nel 1997 della prima legge quadro in Italia sulla raccolta dei rifiuti, che di fatto introdusse nel sistema legislativo il concetto di raccolta differenziata, recependo direttive europee in materia (d.lgs. 22/97). Sempre lui, in rappresentanza del governo italiano, ha firmato il Protocollo di Kyoto con cui l’Italia – insieme alle altre potenze mondiali – si impegnava a ridurre le emissioni di gas serra entro il 2012.

«Il punto di partenza per la stesura del libro è stata la Conferenza di Rio del 1992 – ha esordito Ronchi – Mi sono chiesto: che cosa è successo da allora?». La conferenza citata dal politico è stato il primo incontro mondiale di Capi di Stato sull’ambiente, tenutosi a Rio de Janeiro dal 3 al 14 giugno 1992. Come Ronchi ben evidenzia nel suo scritto, però, da allora e dalla sottoscrizione del Protocollo di Kyoto le cose non sono andate affatto bene: dal 1990 al 2016 le tonnellate di CO2 rilasciate in atmosfera sono passate da 37 miliardi a 53,4 (con un aumento del 44, 3%). Il consumo mondiale di materiali è passato da 7 miliardi di tonnellate nel 1900 a 84,5 nel 2015, crescendo di ben dodici volte in poco più d’un secolo. «In un pianeta limitato con miliardi di abitanti, la globalizzazione di uno sviluppo basato sull’energia fossile e sull’elevato consumo di risorse naturali sta dimostrando di non poter essere durevole perché sta alimentando una crisi climatica ed ecologica globale, mentre si dimostra incapace di assicurare la sua promessa di benessere inclusivo perché genera livelli troppo elevati di disuguaglianze fra la parte più ricca e il resto della popolazione». La risposta per invertire questa infausta tendenza non può che essere la green economy, una forma di economia più “responsabile”.

Che cosa può fare l’economia verde

I pilastri fondanti dell’economia verde – racconta Ronchi – sono tre: una società meno dipendente dalle fonti fossili e caratterizzata da elevata qualità ecologica; un sistema economico basato sull’economia circolare, dove i rifiuti divengono risorse da reimmettere nel ciclo produttivo; il benessere inclusivo per una equa ripartizione delle risorse (un sistema dove a un abitante del Terzo Mondo non è consentito consumare nemmeno lontanamente quanto quello di un Paese avanzato è evidentemente ingiusto).

Questo benessere deve essere inoltre accompagnato da un certo grado di sobrietà, che non significa vivere con meno comodità quindi peggio: la sfida della green economy è anzi quella di migliorare la qualità della vita, ma usando razionalmente e adeguatamente le risorse.

Edo Ronchi aiuta a inquadrare meglio questa opportunità, individuando nelle politiche pubbliche un ruolo decisivo per regolamentare e orientare il mercato con normative ambientali efficaci e con strumenti di politica economica. Qualità ecologica, decarbonizzazione, risparmio e produttività delle risorse naturali sono le nuove carte vincenti di un’economia che voglia dirsi veramente efficace e al passo con i tempi. In tutto questo, ricorda l’autore, il ruolo delle imprese è decisivo per aiutare l’economia a transitare verso la sua forma green. I settori chiave in cui intervenire sono: energia, agricoltura, manifattura, costruzioni, rifiuti, trasporti e turismo.

A ognuno di questi aspetti Edo Ronchi dedica una puntigliosa analisi nel suo scritto. Non resta quindi agli interessati che approfondire il discorso con la lettura del libro, il quale offre inoltre una vasta bibliografia in materia. «La transizione alla green economy è in atto – conclude Ronchi -. Ma procede ancora troppo lentamente. L’Italia è un Paese con rilevanti potenzialità per lo sviluppo della green economy, che è una delle poche reali possibilità per sostenere una ripresa economica stabile e durevole».

Lorenzo Dell’Onore

Ottobre 2018

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