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infoSOStenibile

“Adotta un prodotto”

Progetto scuola

Filiera agro-alimentare, stagionalità e una corretta alimentazione per classi informate e che sanno informare

Nei mesi di marzo e aprile il progetto “Adotta un prodotto. Dal campo al piatto: il cibo racconta la sua storia” ha fatto il suo ingresso nelle classi di alcune scuole primarie e secondarie della provincia di Brescia (Montichiari e Desenzano, sconfinando anche a Castiglione delle Stiviere) portando con sé temi quali stagionalità, provenienza dei prodotti e il valore di una sana alimentazione.

Questo percorso di educazione agro-alimentare -finanziato dalla Direzione Generale Agricoltura di Regione Lombardia tramite ERSAF Lombardia- condotto dagli operatori del settore di educazione ambientale della Cooperativa sociale Cauto, in collaborazione con infoSOStenibile, propone inoltre alle classi partecipanti di “adottare” un frutto o una verdura di stagione per approfondirne la conoscenza e il consumo.

Gli studenti, dopo aver sperimentato con i cinque sensi il prodotto a loro assegnato, cucinandolo in famiglia, hanno rielaborato in chiave giornalistica la propria esperienza. Con l’iniziale supporto di un nostro giornalista, alcune classi si sono dedicate al resoconto dell’intero progetto (i contributi li potete leggere qui di seguito), altre classi invece hanno raccontato quanto appreso sul prodotto adottato, che per loro ormai non ha più segreti (gli articoli nelle due pagine successive).

 

Sicuro di quello che mangi?

Nutrirsi bene per vivere meglio

Noi, alunni di 2^D della scuola secondaria di I grado “V. Catullo” di Desenzano del Garda, abbiamo partecipato al progetto “Adotta un prodotto” proposto dalla Cooperativa sociale “Cauto” in collaborazione con la testata giornalistica infoSOStenibile.

Con l’aiuto di due operatrici, abbiamo capito che di un prodotto non bisogna mai trascurare la qualità e la provenienza. Facciamo l’esempio del kiwi: viene coltivato in Italia e in Nuova Zelanda (che ne sono rispettivamente primo e secondo produttore al mondo).

Ovviamente, per noi italiani, è meglio comprare un prodotto “made in Italy”, perché spesso i frutti che vengono da lontano vengono trattati con agenti chimici che servono a mantenerli maturi per più tempo; inoltre fanno viaggi di molte ore su aerei, navi, camion che inquinano l’ambiente e sprecano energie.

Questo e molto altro abbiamo appreso durante gli incontri che si sono svolti nelle prime due settimane di aprile nella nostra scuola. Si sono alternati momenti ludici e riflessioni: abbiamo cominciato con un piccolo gioco in cui dovevamo capire, soltanto con l’uso dell’olfatto, quali alimenti si trovassero dentro alcuni vasetti che nessuno di noi è riuscito a indovinare tutti; si è poi parlato dei principali produttori al mondo dei cibi più consumati, come per esempio le fragole, il riso, il cacao.

Con l’aiuto di un planisfero, divisi in squadre abbiamo provato a indovinare la provenienza dei diversi prodotti. Abbiamo poi deciso quale prodotto di stagione “adottare”. Dopo un’accesa discussione, abbiamo scelto la fragola e, completando una scheda sensoriale con le caratteristiche di questo frutto sia da crudo che da cotto, ne abbiamo approfondito la conoscenza: la sua coltivazione, i luoghi di provenienza, le proprietà nutritive e il suo utilizzo in cucina, preparando direttamente con le nostre mani e aiutati dai nostri genitori piatti appetitosi che ci hanno permesso di conoscere nuovi gusti e sapori.

Nell’incontro successivo dopo un primo momento di condivisione delle ricette preparate, ci siamo divisi in gruppi e solo rispondendo correttamente ad alcune domande potevamo completare la piramide alimentare inserendo l’alimento di volta in volta assegnato nella zona giusta.

Così abbiamo capito, in modo attivo, quali cibi vanno consumati maggiormente perché utili al nostro organismo e quali invece ridurre perché meno salutari. Abbiamo anche scoperto che, recentemente, è stato aggiunto un piano a questa piramide e quindi ora alla base si trovano l’acqua e l’attività fisica.

La parola è passata poi a una giornalista che ci ha parlato del suo lavoro, del giornale per cui lavora, ossia infoSOStenibile, delle caratteristiche di questo giornale e della sua impaginazione. Ci siamo poi divisi in gruppi e, da veri “giornalisti”, abbiamo cominciato a scrivere questo articolo basandoci sulle conoscenze acquisite e sulle nostre riflessioni in merito all’attività svolta.

Abbiamo trovato questo progetto molto interessante e istruttivo, soprattutto ci ha colpito molto il fatto che in Italia ogni persona in un anno spreca circa 27 Kg di cibo ancora sano, mentre in altre zone del mondo ci sono persone a cui questo cibo manca.

L’esperienza fatta ci ha permesso di riflettere su tematiche attuali come la necessità di rispettare l’ambiente anche per mezzo di una corretta educazione alimentare. Insomma, in modo attivo e divertente, noi ragazzi abbiamo imparato come mangiare prodotti più sani e inquinare meno, in modo tale da poter vivere in un mondo migliore e più pulito. Il nostro consiglio è di scegliere prodotti locali e cercare di ridurre il più possibile lo spreco di cibo. Anche frutta e verdura sono più contente se sane!

Classe 2ª D scuola secondaria

“V. Catullo” IC1 Desenzano del Garda

 

Abitudini alimentari e salute del Pianeta

Riflessioni di una classe sulla corretta alimentazione e la sostenibilità ambientale

Cosa si nasconde dietro alcuni semplici gesti come mangiare una banana, consumare un hamburger in paninoteca o godere di una fetta di pane spalmata di cioccolata?

Noi, ragazzi della 2^E della scuola media “V. Catullo” di Desenzano del Garda, attraverso divertenti attività, proposte dalle operatrici della cooperativa Cauto, abbiamo appreso che questi semplici gesti quotidiani hanno un forte impatto sull’ambiente e che una riflessione più attenta sulla provenienza di molti dei cibi che consumiamo, potrebbe contribuire al rispetto del pianeta su cui viviamo e alla cura del nostro organismo.

Se, andando a fare la spesa al supermercato, scegliamo frutta e verdura di stagione e coltivata vicino a noi (in Italia siamo molto fortunati), contribuiamo a ridurre notevolmente l’emissione di gas inquinanti, prodotti durante il trasporto di alimenti freschi, provenienti da paesi lontani.

Inoltre potremmo evitare di ingerire tutti quei veleni come insetticidi, antibatterici, lucidanti ecc. che vengono spesso spruzzati sui frutti per favorire la loro conservazione durante il lungo viaggio e che fanno molto male alla nostra salute.

Se mangiassimo la carne solo due o tre volte alla settimana, potremmo salvare tante foreste dal disboscamento, provocato dalla necessità di far posto ad ampie coltivazioni di cereali, destinate all’alimentazione soprattutto dei bovini.

La carne rappresenta infatti uno dei cibi base della nostra alimentazione, almeno nei paesi ricchi, ma ci chiediamo: è proprio vero che mangiare tanta carne è salutare per il nostro organismo?

Gli studi sulla corretta alimentazione ci dicono che un consumo eccessivo di carni, soprattutto rosse, è deleterio per la salute del nostro sistema cardio vascolare. Pertanto ci la domanda ci sorge spontanea: vale la pena di ridurre la produzione di ossigeno da parte delle piante, per mangiare carne tutti i giorni?

Ci siamo mai chiesti quanto olio di palma, grasso saturo quindi dannoso per la salute se ingerito in quantità eccessive, introduciamo dentro di noi, soprattutto bambini e ragazzi, mangiando con tanto piacere cioccolata spalmabile, merendine, patatine e snack vari, dei quali ci sembra di non poter fare a meno?

Tali cibi confezionati ci attraggono talmente da preferirli, nei nostri frequenti spuntini, alla frutta di stagione, al pane, ai dolci fatti in casa, ai latticini prodotti vicino a casa nostra. Durante gli incontri del progetto “Adotta un prodotto” abbiamo imparato proprio che l’olio di palma, contenuto in quegli alimenti a cui abbiamo accennato e che ci piacciono tanto, è molto meno costoso dell’olio di oliva o del burro, per questo viene utilizzato così spesso; comporta però maggiori rischi ambientali, infatti la sua produzione provoca un’ampia deforestazione.

Abbiamo poi parlato anche del problema dello “spreco” alimentare e non solo, un tema vasto e che ha aperto diversi spunti di riflessione che continueremo ad approfondire.

Insomma in queste poche ore di progetto sono stati proposti diversi temi interessanti e che ci hanno portato a comprendere che modificando alcuni aspetti del nostro modo di mangiare e quindi anche di vivere, potremo far bene alla nostra salute e a quella del meraviglioso e generoso Pianete su cui viviamo.

Classe 2ª E scuola secondaria di I° grado

“V. Catullo” IC1 Desenzano del Garda

Maggio 2016

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