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Andrea Palermo

Andrea Palermo

Lista civica Bergamo Cambia

Andrea Palermo, classe 1965, è romano di nascita, ma residente a Bergamo da ventiquattro anni, da quando si è sposato con una bergamasca. Abita nel quartiere Boccaleone con la moglie, due figli studenti e due cani. Da trent’anni è Sottufficiale dell’Esercito Italiano ed è attualmente in servizio al 3° Reggimento Sostegno AVES “Aquila” in Orio al Serio. Lo scorso anno ha prestato servizio per diversi mesi nella missione di pace italiana in Afghanistan.
Come tutti i promotori di “Bergamo Cambia”, Andrea Palermo non ha ricoperto fino a oggi cariche pubbliche, ma vanta un interesse per la politica fin dai tempi degli studi universitari. Si è infatti laureato in Studi Internazionali presso la facoltà di Scienze Politiche “La Sapienza” a Roma.

Segue il calcio ed è tifoso della Roma, anche se sa che con questa dichiarazione si è giocato tutti i voti della curva Nord dell’Atalanta. Pratica pugilato e difesa personale, è appassionato di jazz ma non intenditore, ed è un divoratore di Dylan Dog. Gli piacciono i film di fantascienza e fisso sul comodino ha “Siddharta” di Hermann Hesse.
A meno di un mese dalle elezioni amministrative Andrea Palermo ci svela come lui e la lista civica “Bergamo Cambia” vedono la città e come la immaginano nel futuro.

Perché ha deciso di candidarsi a Sindaco di Bergamo?

Come lista civica indipendente dovevamo esprimere un candidato, in questo caso sono io ma poteva essere un componente qualsiasi del nostro comitato promotore, che sono tutte persone validissime, preparate e motivate.

Come si descriverebbe agli elettori che non la conoscono?

Molto ironico come tutti i romani, non sopporto le ingiustizie e detesto perdere tempo. Rispetto le regole, sempre, tutto deve essere fatto secondo la legge.

Quali sono le caratteristiche della sua squadra?

Siamo un gruppo eterogeneo, lavoriamo insieme da quasi tre anni e si è creato un rapporto che andrà sicuramente oltre questa esperienza. Tutti semplici cittadini, niente tessere di partito, molti dei quali impegnati in associazioni; sono persone per le quali provo un affetto profondo e che stimo tantissimo.

Quali sono i punti principali del vostro programma?

Taglio alla spesa e conservazione del territorio: il nostro programma è in rete dal primo dicembre 2012. Inoltre riqualificare la periferia: abito a Boccaleone da ventiquattro anni e il degrado ha preso il posto del decoro. Valorizzare il settore dell’associazionismo, risorsa preziosa per questa città. Investire in cultura e istruzione o non avremo un futuro, oltre a rischiare di dimenticare il passato. Registro delle coppie di fatto, era da fare già dieci anni fa. Sicurezza, puoi installare tutte le telecamere che vuoi, ma il territorio si controlla mettendoci il piede sopra. Iniziare a vedere il turismo come fonte di reddito e non come una seccatura.

Quali sono i punti del programma più specifici in tema di ambiente e sostenibilità?

Basta cemento. Riqualificare l’esistente, che non significa altre case, a Bergamo ne abbiamo in abbondanza. Dare finalmente definizione al Parco Agricolo Ecologico. Creare un “polmone verde” nel centro di Bergamo destinando a parco l’ex Montelungo. Incentivare l’uso della bicicletta con qualche chilometro in più di piste ciclabili.

Qual è la vostra posizione su tematiche di rilievo come l’aeroporto, la Gamec, la risalita in Città Alta?

Personalmente credo l’aeroporto “Il Caravaggio” sia una fortuna mal gestita per Bergamo; si tratta di far rispettare, seriamente, regole già esistenti (decibel, punto di decollo, rotte).
Siamo favorevoli alla Gamec nell’area dell’ex dogana perché crediamo che la riqualificazione della periferia debba passare attraverso presidi culturali. Per la risalita in Città Alta, tra le tante soluzioni, riteniamo più funzionale e meno invasiva quella delle scale mobili, utilizzabili 24 ore su 24, Perugia è un buon esempio.

Cosa salva della giunta Tentorio e cosa invece boccia?

Tentorio è riuscito a fermare il tempo, stessa città di cinque anni fa.

Quale sarebbe la prima azione se venisse eletto?

Nominare sei assessori e non nove, tanto per iniziare seriamente con il taglio alla spesa.

Maggio 2014

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