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Auguri Rete CAUTO! 30 anni in splendida forma. Un modello di impresa sociale per il territorio

Inclusione sociale, innovazione ambientale, crescita economica: la rete di cooperative bresciane festeggia il suo trentennale al Castello di Brescia

Il 31 agosto 2025 il Castello di Brescia ha accolto una festa speciale. Non solo una celebrazione, ma un’occasione per fermarsi e guardare con lucidità al percorso compiuto e alle sfide future. Rete Cauto ha festeggiato trent’anni di attività circondandosi delle persone che hanno reso possibile questo cammino: lavoratori e lavoratrici, soci e socie, volontari e volontarie, famiglie.

La giornata è stata dedicata alla comunità interna, con un pranzo condiviso, visite guidate, animazione e giochi per i più piccoli. Nel tardo pomeriggio la festa si è aperta alla cittadinanza con il concerto gospel & soul del One Soul Project Choir: quaranta voci unite in un’armonia collettiva che ha rappresentato la missione della Rete, dare valore alla diversità e trasformarla in un progetto condiviso.

Una cornice suggestiva che ha restituito, in forma simbolica e partecipata, ciò che Rete Cauto è diventata in tre decenni di vita: un sistema cooperativo solido, innovativo e radicato, capace di coniugare impresa, sostenibilità e inclusione.

Una crescita che intreccia sociale, ambiente ed economia

Dal 1995 a oggi, Rete Cauto ha saputo mantenere fede al proprio DNA cooperativo, adattandosi al cambiamento e ampliando progressivamente i propri ambiti di intervento. Oggi la Rete rappresenta una delle principali realtà di cooperazione sociale, con numeri che testimoniano la sua solidità e capacità di generare valore condiviso.

Il bilancio 2024 segna un volume d’affari pari a 35 milioni di euro, con una previsione di crescita fino a 40 milioni entro la fine del 2025. I lavoratori e le lavoratrici sono 549 (di cui 474 con contratto a tempo indeterminato, pari all’86%), e diventeranno 580 a fine 2025. Ma il dato più rilevante è un altro: oltre il 40% della forza lavoro è composta da persone inserite in condizioni di fragilità sociale o certificata. Circa 180 persone che hanno trovato nella Rete non solo un impiego, ma un percorso di dignità e inclusione.

In trent’anni, dunque, Rete Cauto ha dimostrato che l’impresa sociale può essere un attore economico competitivo e resiliente, capace di generare valore condiviso e occupazione stabile.

Le parole della governance, identità e visione trasformativa

Le celebrazioni del trentennale sono state anche occasione per dare spazio alle parole della governance, che delineano il posizionamento strategico per il futuro. La Presidente Barbara Barozzi, insediata lo scorso maggio, ha sottolineato come l’anniversario rappresenti «un passaggio di maturità organizzativa, da affrontare rafforzando il posizionamento strategico e intensificando il dialogo con imprese, istituzioni e comunità. Per Barozzi, la sfida è consolidare l’identità della Rete, continuando a tenere insieme dimensione sociale, ambientale ed economica, e trasformando il radicamento sul territorio in una leva di sviluppo sostenibile.

Concetti ribaditi dal Direttore Generale Michele Pasinetti, che ha ricordato come «festeggiare trent’anni non significhi solo celebrare una storia, ma ribadire la solidità, la serietà e la professionalità che ci hanno accompagnato fin qui, e soprattutto guardare avanti con una visione trasformativa». La forza della Rete, ha aggiunto, sta nel “fare sistema”, affrontando le fragilità e l’inclusione non come problemi ma come opportunità di cambiamento.

Anticipare i bisogni del mondo che cambia

Il percorso della Rete Cauto si è sempre caratterizzato per la capacità di leggere in anticipo i fenomeni emergenti, trasformandoli in nuove linee di azione. Negli anni Duemila il focus si è ampliato dalla gestione dei rifiuti e delle risorse a servizi di consulenza, formazione e sensibilizzazione. Negli ultimi dieci anni, la Rete ha saputo sviluppare filiere innovative legate al riuso, al contrasto allo spreco alimentare e alle energie rinnovabili.

Oggi le priorità guardano a due ambiti centrali:

  • La gestione del rifiuto tessile, considerato una delle sfide cruciali dell’economia circolare. L’80% dei capi scartati finisce ancora in discarica o negli inceneritori. Per invertire questa tendenza, la Rete ha investito nell’acquisto di un capannone a Desenzano del Garda che ospiterà un impianto per il riciclo delle fibre tessili. Un progetto che riduce l’impatto ambientale e genera nuova occupazione, in particolare per persone in fragilità.
  • L’evoluzione delle fragilità sociali, che non sono più quelle di trent’anni fa. Ai bisogni di un tempo si affiancano oggi nuove forme di fragilità – dai neet ai richiedenti asilo – che necessitano di modelli innovativi di inserimento lavorativo e inclusione sociale.

Lavoro, ambiente e comunità

La festa dei trent’anni ha ribadito con forza l’idea che il lavoro, l’ambiente e la comunità non siano dimensioni separate, ma assi intrecciati di un unico modello di sviluppo. Ogni voce del coro gospel scelto per la serata finale rappresentava un’identità unica, con le sue sfumature e diversità, ma solo nell’incontro con le altre nasceva l’armonia collettiva. Un’immagine che ben descrive il senso della cooperazione sociale: costruire, a partire dalle differenze, un progetto di valore comune. In questo senso le celebrazioni sono state anche un ringraziamento alla comunità bresciana, che da trent’anni accompagna il percorso della Rete. Aprire la festa in Castello alla cittadinanza, regalando un concerto gratuito, ha significato riaffermare l’idea che ogni traguardo ha senso solo se condiviso.

Verso i prossimi trent’anni

Guardare indietro serve a prendere slancio. La traiettoria per i prossimi anni è chiara: consolidare la sostenibilità economica, sviluppare nuove filiere di economia circolare, affrontare le fragilità emergenti con strumenti aggiornati, rafforzare il dialogo con istituzioni e imprese.

«Le celebrazioni del trentennale – ha dichiarato la Presidente Barozzi – sono un invito a guardare avanti, restando una rete aperta e generativa, capace di creare valore condiviso per tutti gli stakeholder».

Rete Cauto, dunque, non si limita a celebrare i successi del passato, ma rilancia la propria missione con responsabilità e coraggio. La sfida è continuare a dimostrare che la cooperazione sociale può essere non solo un presidio di inclusione, ma anche un attore economico innovativo, capace di contribuire in maniera decisiva alla transizione ecologica e sociale.

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RETE CAUTO, I NUMERI

1995

nascita della cooperativa sociale Cauto a Brescia

35 mln

€ volume d’affari 2024

40 mln

€ stima volume d’affari 2025

549

lavoratori e lavoratrici (2024)

580

lavoratori e lavoratrici (previsto a fine 2025)

86%

contratti a tempo indeterminato

40%

persone inserite in condizioni di fragilità sociale o certificata

 

 

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