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Dolcemente complicate

Dolcemente complicate

Una rubrica di donne per donne... e per tutti

Chi sono le donne? Come vivono e cosa sognano? Difficile dare un’unica risposta.

Nel corso degli ultimi anni siamo diventate via via più consapevoli delle nostre debolezze, delle fragilità, ma anche delle possibilità, delle mille sfumature che ognuna di noi può scegliere per realizzarsi. Violenze, avances e discriminazioni sul posto di lavoro, famiglie e amicizie, sensi di colpa, maternità voluta-dovuta-conquistata, sogni da rincorrere: le problematiche come le sfide sono tante, attuali. Complesse da confessare e raccontare (senza diventare banali o sconfinare negli “ismi”).

Proveremo ad affrontarle in questa nuova rubrica, aiutati di volta in volta da un libro, un film, una serie tv, magari un’intervista a esperti. Perché - citando la canzone di Fiorella Mannoia - rimaniamo “dolcemente complicate, sempre più emozionate, delicate” ma - forse a differenza delle nostre nonne - abbiamo imparato ad amarci un po' di più. E dopo aver “detto ancora un altro sì”, abbiamo imparato a pronunciare anche qualche “no”.

Buona lettura!

 

Rubrica a cura di Michela Offredi

Fai quello che ti piace. E vincerai!

Le donne devono imparare a credere nelle loro passioni e osare di più
Lo racconta Filomena Pucci (una che ha avuto il coraggio di farlo) nel suo ultimo libro, da poco uscito in libreria

La tua passione è il tuo destino. Non solo per quanto riguarda la sfera relazionale e privata, ma anche per quella professionale. L’idea alla base del libro di Filomena Pucci è semplice, quasi banale, eppure per quante persone non è così? Molti hanno lavori che non amano, altri non possono permettersi di investire nei loro sogni. E il motivo principale è quasi sempre uno: lo stipendio alla fine del mese.

Questa impossibilità colpisce tutti ma soprattutto le donne perché, come ha spiegato l’autrice de “Quello che ti piace fare è ciò che sai fare meglio“ (Fabbri Editore) in un’intervista, «siamo state cresciute così: dobbiamo essere brave, in tutte le cose. Investiamo molto sul dovere e poco sul piacere. Non c’è margine per sbagliare se vuoi essere perfetta. Questo ci porta a costruirci un mondo di sicurezze, dove non c’è spazio per le sfide. Mentre gli uomini fin da piccoli vengono educati con l’idea che la vita è un’avventura, in cui ci si lancia correndo dei rischi. E l’errore, l’incognita, l’azzardo fanno parte del gioco».

Trovare la felicità nel quotidiano

La buona notizia - per l’universo femminile ma in generale per un mondo dove tutti hanno la possibilità di fiorire e condividere i propri frutti con la società - è che ogni tanto qualcuna si “ribella”. Filomena Pucci, racconta la sua esperienza: quella di una donna come noi che per anni si è barcamenata fra un affitto da pagare e mille lavoretti, fra i genitori preoccupati e la paura di non farcela. «Cercavo una risposta alla serie di domande che mi ripetevo ogni mese - rivela Filomena Pucci -. Come facevano le altre, quelle che riuscivano ad essere felici con il loro lavoro? Cosa dovevo fare più che investire tutta me stessa, ogni giorno nella mia passione? E come potevo trasformarla in un bonifico mensile sul mio conto? Insomma, cosa dovevo inventarmi per vivere la mia vita ed essere felice?».

Le passioni prima di tutto

La rispostaera anche in questo caso semplice (seppur complicata): investire nelle passioni.

È lei stessa a consigliarlo alle lettrici: «Vuoi fare la stilista? Prendi i tuoi vecchi vestiti, tira fuori le stoffe necessarie, inventa un abito e organizza un’asta a casa tua per venderlo, oppure creati un profilo su un marketplace. Vuoi fare la cantante? Inventa una canzone, scendi in strada e cantala, oppure proponiti a una piattaforma di artisti indipendenti». O ancora: «Vuoi fare la cuoca? Prepara un menù e invita cinque amici ad assaggiare la cena, prezzo base dieci euro, oppure proponi le prenotazioni su un portale di cucine condivise». Sembra un gioco, eppure per questa scrittrice è andata davvero così.

Dopo aver lavorato per 10 anni come autrice televisiva, si è licenziata e si è presa un periodo di pausa. È stato allora che passione e talento hanno cominciato a lavorarle dentro e, non senza difficoltà, l’hanno portata verso quello che le appartiene nel profondo: scrivere e raccontare storie. È arrivato così il suo primo libro, “Appassionate”, pubblicato attraverso il crowdfunding (visto che nessun editore lo voleva) e dedicato a “figure femminili che hanno saputo creare un’impresa a partire da un grande sogno che si portavano dentro”. Il volume è andato così bene che oggi Filomena Pucci gira l’Italia, fra convegni e presentazioni, per raccontare la sua esperienza.

E ora ha appunto pubblicato un secondo libro, “Quello che ti piace fare è ciò che sai fare meglio”, edito da Fabbri Edizioni, un vero e proprio vademecum per spingere le donne a fare quello che ha fatto lei: imparare a fidarsi di ciò che si sente. Ed essere finalmente felici.

Paura del cambiamento?

La verità è che tutte abbiamo paura del cambiamento. Abbiamo paura di abbandonare abitudini grigie e insoddisfacenti ma, in fondo, rassicuranti. Per questo il libro, fatto di racconti personali e consigli, sprona le lettrici a mettersi in moto in cerca del piacere.

Ognuno dei nove capitoli è una lezione è si conclude con dei piccoli compiti: frasi da appuntare e attaccare su post-it in giro per casa, gesti d’affetto da compiere verso se stessi o gli altri, liste da stilare e man mano aggiornare. La lettura diventa così una sorta di percorso, simbolo di quello interiore ma anche dell’impegno necessario per avviare una nuova attività. Nulla infatti può essere immediato.

«Tutte le imprenditrici che incontro hanno impegnato anni per poter dire di aver raggiunto un certo obiettivo – scrive Filomena Pucci - Non lasciati confondere da chi parla di idee spuntate in una notte e realizzate senza fatica il giorno dopo». Sono necessari ore e ore, weekend e serate impegnati a progettare, realizzare per poi smontare e ricominciare da capo. Perché «per cambiare bisogna procedere per tentativi. È normale sbagliare e devi esercitare la pazienza.

Non bisogna fermarsi davanti agli ostacoli, bisogna fare come l’acqua che s’incanala dove può, se trova un ostacolo va da un’altra parte». Filomena, Maria, Mirka, Chiara e altre donne da lei raccontate l’hanno già sperimentato. L’augurio è che le prossime siate voi.

Michela Offredi

Settembre 2018

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