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Fare la spesa online è più sostenibile? Risponde il progetto Plateforms dell’Università di Trento

Fare la spesa online è più sostenibile? Risponde il progetto Plateforms dell’Università di Trento

La ricerca compara l'impatto ambientale dei diversi modi per fare la spesa. Si cercano volontari per la seconda parte dello studio

I cittadini italiani sono sempre più consapevoli del fatto che le loro scelte alimentari hanno un impatto ambientale significativo. Tuttavia, non sempre è chiaro come fare in modo che le proprie pratiche quotidiane siano ecocompatibili. L’innovazione sociale e tecnologica potrebbe aiutare i consumatori creando dei sistemi di vendita e acquisto più sostenibili.

Una delle novità significative degli ultimi anni sono l’e-commerce alimentare e le app per la condivisione del cibo, che prendono rapidamente piede anche in Italia nonostante le reticenze di molti consumatori. La crescente varietà dei canali di acquisto alimentare pone dei quesiti di fondamentale importanza: quale tipo di spesa è più sostenibile per l’ambiente?

La scelta di un modello influisce sulla qualità della nostra dieta? Cambiare metodo di approvvigionamento può rendere la nostra cucina più salutare? Nel tentativo di rispondere a queste domande, il progetto europeo Plateforms cerca di comprendere più a fondo come cambia il nostro modo di fare la spesa a seconda del tipo di servizio utilizzato.

Il progetto Plateforms

Nella prima fase della ricerca, i ricercatori coinvolti nel progetto hanno identificato e catalogato i diversi servizi che permettono al consumatore di fare la spesa.

Per esempio, il canale dell’acquisto è materiale o digitale? Si tratta di un’attività imprenditoriale o di una rete collettiva in cui le persone si auto-organizzano? Sulla base di queste categorie, è stato possibile identificare e classificare modi diversi di fare la spesa.

Dall’analisi dei primi risultati emerge come l’e-commerce alimentare conviva con più tradizionali forme di acquisto e come al momento sembri una valida alternativa solo per un piccolo gruppo di persone. Questo è ancora più evidente quando la situazione italiana viene comparata con quella degli altri paesi coinvolti nello studio: nonostante il trend in crescita per tutti i paesi, in Italia solamente il 4% dei consumatori ha fatto la spesa online almeno una volta nel 2018. In Irlanda la percentuale è di poco superiore (6%), mentre in Svezia (14%), Norvegia (19%) e Germania (22%) l’utilizzo di internet per ordinare cibo si sta velocemente diffondendo.

Dopo questa prima analisi dei diversi canali di spesa online, il progetto proseguirà anche nei prossimi mesi, approfondendo il tema attraverso lo studio di 40 famiglie che utilizzano modelli di acquisto diverso.

A tal fine, i ricercatori stanno reclutando dei volontari che abbiano voglia di aprire le proprie case (e frigoriferi!) e scambiare quattro chiacchiere con loro.

Filippo Oncini

Trend dell’e-commerce alimentare

Paese > 2015 > 2016 > 2017 > 2018

Germania 11 19 21 22

Irlanda 4 5 6 6

Italia 2 2 3 4

Svezia 8 13 16 19

Norvegia 8 10 14 14

 

Tabella 1. Percentuale di individui che hanno acquistato cibo online almeno una volta negli ultimi 12 mesi. Fonte: Eurobarometro.

 

Volontari cercasi!

I ricercatori di Plateforms cercano famiglie (composte da uno o più componenti) che fanno regolarmente la spesa nei supermercati (per es. NaturaSì, Coop, Esselunga), online (attraverso siti come Cortilia, l’Alveare che dice sì) o che prendono parte a reti di produzione/acquisto alternative come i GAS, i mercati contadini o gli orti urbani.

L’impegno richiesto ai volontari è ridotto: se accettate di partecipare allo studio, vi verrà chiesto di condividere con i ricercatori alcune fotografie che riguardano le vostre pratiche alimentari quotidiane; ci sarà poi un’intervista di non più di un’ora e mezza riguardante le vostre abitudini e preferenze in cucina. Non dovrete nemmeno muovervi, perché nelle vostre case verremo noi!

Partecipare alla ricerca sarà una preziosa occasione di scambio. Il gruppo di ricerca potrà capire più a fondo in che modo i cittadini vivono e organizzano il proprio rapporto quotidiano con il cibo. Questa conoscenza ha l’obiettivo di promuovere modi di produzione e scambio alimentari più sostenibili a livello collettivo.

I partecipanti avranno l’occasione di condividere le proprie esperienze e di scoprire qualche nuovo modo di comprare e consumare cibo… Magari più sostenibile, salutare e divertente. A chi partecipa sono garantiti anonimato e confidenzialità nel trattamento dei dati, oltre alla completa volontarietà. Se siete interessati, anche solo a scoprire qualcosa di più sul progetto, contattate:

Alice Dal Gobbo: alice.dalgobbo@unitn.it

 

Il progetto 

  • Team italiano > Francesca Forno (francesca.forno@unitn.it), Emanuela Bozzini, Natalia Magnani, Alice Dal Gobbo, Filippo Oncini
  • Partners > Oslo Metropolitan University (Coordinatore), Università degli Studi di Trento, Humboldt-Universitat zu Berlin, University of Gothenburg , University College Cork
  • Sponsors > MIUR - Ministero Istruzione Università e Ricerca - Bando: ERA-NET SusFood2
  • Sito web > plateforms.oslomet.no

 

Giugno 2019

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