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Giorgio Gori

Giorgio Gori

Tre punti di vantaggio sulla coalizione avversaria, un voto complessivo che ha superato il risultato già clamoroso del Pd alle europee e 8.310 voti per la sola lista civica Giorgio Gori Sindaco: sono i numeri usciti dalle urne il 25 maggio 2014. Ne parliamo con il candidato sindaco della coalizione di centro sinistra nella sede di via XX settembre, in vista dell’imminente ballottaggio previsto domenica 8 giugno.

Innanzitutto un commento sui risultati del primo turno

Siamo soddisfatti, tre punti di distacco sono un risultato positivo, i bergamaschi hanno espresso la loro volontà di cambiamento e confidiamo nella possibilità di un’ulteriore crescita al secondo turno. Anche la nostra lista civica è andata molto bene, abbiamo preso quasi il 14% dei voti. Tutto merito dei candidati, molti di loro sono espressione di un’idea nobile di far politica e di vivere la città, incarnano il mondo dell’associazionismo, dell’impegno civile e l’elettorato ha dimostrato di preferire questa idea per una politica più concreta e vicina ai cittadini.

E a livello di risultato personale, cosa pensa?

Il dato sul candidato sindaco è in linea con quello della coalizione. Ci sono circa un migliaio di voti in più sul nome e certamente fa piacere, ma la coalizione ha ottenuto un risultato equilibrato, il che significa che gli elettori credono nel nostro programma, hanno scelto e votato un gruppo, non solo una persona.

Quali sono gli obiettivi fondamentali in vista del ballottaggio?

Sicuramente dobbiamo riportare gli elettori alle urne: abbiamo la possibilità di vincere e quindi di far cambiare passo alla città. Bergamo ha dimostrato di voler cambiare e per farlo i cittadini devono partecipare fino in fondo e occorre tenere alta al tensione fino al voto. Da parte mia continuerò ad essere presente tra la gente, soprattutto in quei quartieri dove i risultati non sono stati così brillanti, per condividere le nostre proposte e il nostro programma con tutti.

Come pensate di allargare il consenso adesso?

Puntiamo a conquistare gli elettori che non hanno votato al primo turno, ma anche gli elettori delle altre liste civiche che intendono riconoscersi nella volontà di cambiamento e nei progetti proposti dalla nostra coalizione. Vogliamo raggiungere direttamente gli elettori, andare nei quartieri, tra la gente, come abbiamo fatto durante tutta questa campagna elettorale.

Novità nel programma?

Ci atterremo sostanzialmente al programma già presentato agli elettori, sia a quello generale che ai 23 programmi pensati per ogni quartiere.

Lavoro ed Europa restano i temi fondamentali della nostra campagna elettorale. Bergamo deve emanciparsi dal suo provincialismo culturale, aprirsi all’Europa e al turismo, un settore che occorre saper sfruttare per le enormi occasioni di lavoro che può dare. Inoltre bisogna intercettare le opportunità date dall’Unione europea attraverso bandi e finanziamenti.

Crede che ci sia stato un effetto Renzi sul risultato delle amministrative?

Il giorno delle elezioni i sondaggi davano Grillo per vincente, pertanto il traino Renzi solo adesso si farà sentire, ora che sappiamo quanto vale. I risultati del voto del 25 maggio rispecchiano una reale volontà di cambiamento. Il voto per il Pd era l’unico voto possibile contro il disfattismo, il nichilismo e l’euroscetticismo di molti partiti. Adesso dobbiamo mantenere alto l’entusiasmo e la soddisfazione per questo primo risultato, ma forti di questo clima di fiducia dobbiamo anche saper tradurre in misure e proposte concrete queste iniezioni di ottimismo. Un cambiamento inteso non come una rivoluzione, ma come un vero cambio di passo, una marcia in più per la città.

Ci faccia alcuni esempi di misure concrete

Serve un’amministrazione più dinamica, più attiva. Non si tratta solo dei soldi bloccati dal patto di stabilità, ma anche di tanti piccoli interventi che necessitano procedure più svelte e immediate, di una sburocratizzazione generale. Per esempio c’è la sistemazione del rondò di Monterosso, che avrebbe dovuto essere risolta in pochi giorni mentre adesso pare ci vorrà un anno, oppure la riapertura della Greenway del Morla, interrotta da diversi mesi solamente per la caduta di un albero o la sistemazione della ciclabile della Malpensata. C’è poi la questione del Centro diurno del Villaggio degli Sposi, in cantiere dal 2007 che necessita già di manutenzione pur non essendo ancora stato aperto o la piazza di Monterosso che presenta pavimentazione sconnessa e pericolosa e dove nella fontana manca l’acqua da ormai tre anni. Serve una task force immediata per le piccole manutenzioni. Questi sono gli impegni che ci chiedono i cittadini, un po’ come gli 80€ in più in busta paga: misure semplici ma immediate e concrete.

Come è stata la collaborazione con la squadra durante la campagna elettorale?Sono emerse competenze e personalità adatte a ruoli di responsabilità?

Gli stati d’animo, le personalità e le motivazioni sono tante e a ciascuno va un personale ringraziamento. Le scelte sulla Giunta e sugli assessori come ho sempre detto le faremo dopo e non solo in base alle preferenze, come dice di fare Tentorio, né seguendo il manuale Cencelli. Abbiamo in squadra molte persone competenti e capaci, sarà fondamentale soprattutto mettere le persone giuste al posto giusto per servire al meglio i cittadini, senza guardare alle appartenenza di lista.

Quale sarà la chiave di questa campagna elettorale da qui all’8 giugno?

Daremo più concretezza ad alcuni dei punti del programma, per far capire agli elettori che se vinceremo queste elezioni, inizierà il momento del fare: c’è la proposta della casa low cost da accompagnare con agevolazioni fiscali, istituiremo un ufficio di progettazione europea, indiremo un concorso internazionale per riprogettare un’isola pedonale da Santo Spirito a Piazza Pontida, sistemeremo l’arredo urbano per rendere la città più vivibile e piacevole, avvieremo le trattative con la Cassa depositi e prestiti per la Caserma di Montelungo. Sull’aeroporto di Orio il Comune non ha mai preso una posizione forte per contrastare l’inquinamento. Sacbo deve aprire una trattativa con Enac per fare in modo che le procedure di decollo abbiano il minor impatto possibile sui residenti.

Insisteremo sulle misure di assistenza domiciliare per gli over 65 che sono oltre 35 mila. Lavoreremo anche per rendere Bergamo più accogliente per i giovani, per creare spazi studio, trasporti a misura di studente e con orari allungati, rete wifi aperta e accessibile in tutta la città e creazione di spazi di aggregazione replicando il modello di Edoné in altre zone. Il nostro impegno sulla sicurezza non si basa solo sull’incremento delle forze dell’ordine, ma sulla creazione di una città più vissuta e illuminata e di conseguenza più sicura, unitamente ai programmi di più lungo periodo come quelli per il metro bus e una mobilità più sostenibile.

Anche la valorizzazione culturale e turistica di Bergamo ha bisogno di focalizzarsi su pochi progetti di qualità quali l’accessibilità, la vivibilità e il rilancio di Città Alta come meta del turismo internazionale, la riapertura dell’Accademia Carrara, la valorizzazione della musica e dell’eredità di Gaetano Donizetti e dell’eccellenza scientifico-tecnologica della città, coinvolgendo il Kilometro Rosso, l’Università e BergamoScienza. Ci piacerebbe che durante i sei mesi di Expo la nostra città fosse la capitale dell’enologia italiana. Tutti progetti che però devono essere sostenuti da efficaci campagne di comunicazione e promozione fin da subito, altrimenti corriamo il rischio di perdere le opportunità legate all’Expo.

Diego Moratti

Arianna Corti

Maggio 2014

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