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L’agricoltura che vogliamo ha il gusto dei territori

L’agricoltura che vogliamo ha il gusto dei territori

Sabato 7 ottobre nel cuore di Bergamo un mercato dei produttori locali organizzato dal mondo delle associazioni e dal coordinamento dei mercati a filiera corta

Il primo weekend della settimana dell’agricoltura e del diritto al cibo sarà dedicato in particolare a eventi e manifestazioni organizzate dalla rete di associazioni e mercati a filiera corta che a Bergamo hanno deciso di unirsi per mostrare a cittadini, politici, amministratori e produttori che cambiare agricoltura e disporre di cibo e di un ambiente più sano è possibile, senza tante complicate teorie, bensì partendo innanzitutto dal nostro quotidiano, da iniziative e progetti che già ci sono.

Basterebbe ad esempio che tutti noi andassimo qualche volta di più a fare la spesa ai tanti mercati a filiera corta per dare il nostro sostegno diretto a tanti piccoli agricoltori che lavorano la nostra terra con passione e affidabilità.

Basterebbe prestare più attenzione a cosa si compra, leggere bene le etichette, considerare l’origine delle materie prime e la filiera di distribuzione.

Basterebbe utilizzare le tante “formule” nate per creare una relazione diretta tra consumatori e produttori, come i Gruppi di acquisto solidali o nuove forme più innovative ma basate sugli stessi principi di un’economia di relazione, in cui anche gli agricoltori cerchino di comunicare e di farsi riconoscere come attori preziosi della filiera.

Per questo motivo l’intenzione è di sottoporre all’attenzione pubblica, in occasione del G7 di Bergamo, il valore di questi progetti concreti, già in essere da parecchi anni. Tra gli organizzatori, la rete di Cittadinanza Sostenibile, attiva da 10 anni sul territorio bergamasco, e il coordinamento dei mercati, un gruppo di lavoro nato in seno al Tavolo Agricoltura del Comune di Bergamo.

Oltre al mercato diffuso in centro città, che chiamerà a raccolta tanti piccoli produttori locali, nella stessa mattina presso la Provincia di Bergamo sarà ospitato un convegno dal titolo “#cambiamoagricoltura, dalla PAC un’agricoltura per i territori”.

La giornata proseguirà con la possibilità di pranzare al Mercato diffuso che sarà strutturato in isole tematiche e territoriali dalle 9 alle 18 lungo il Sentierone e nelle vie centrali.

Nel pomeriggio spazio per altre presentazioni di progetti locali curati dai ricercatori del Cores mentre a fine giornata si lancerà un ponte ideale con domenica 8 ottobre in cui si passerà la palla ad AIAB e al BioDistretto Sociale e alle iniziative di promozione di un’agricoltura biologica e capace di inclusione sociale.

#cambiamoagricoltura Dalla PAC ai territori

Sabato mattina alle 9.30 presso la sala Viterbi della Provincia di Bergamo in via Tasso 8 si terrà un approfondimento sulla PAC - la politica agraria comune europea- su come vorremmo che fosse riformata per essere più a misura di imprese agricole che compiono la scelta di tutelare il territorio e il suolo come dimore di biodiversità.

Un’agricoltura capace di mantenere e riprodurre le risorse naturali, di produrre cibo adatto a consumi equi e sostenibili, ma anche di generare nuova occupazione e presidio sociale nel territorio rurale: serve un nuovo “patto” nella destinazione dei contributi economici con cui la comunità europea, i governi e le regioni assicurano il proprio sostegno all’attività degli agricoltori.

Fare sistema per incidere sul sistema

Oltre alla sensibilizzazione della cittadinanza e al cambiamento dei nostri stili alimentari, oltre alla ricerca di un rinnovato rapporto tra produttori e consumatori, entrambi attori di una stessa economia locale, ci sono altri due punti decisivi da mettere in evidenza in questa proposta di condivisione e partecipazione.

Una prima sfida è sicuramente rivolta alla stessa rete di associazioni e realtà che operano in questi ambiti, in modo sempre lodevole, con motivazione e passione, ma spesso in modo disgiunto gli uni dagli altri, portando a una frammentazione di proposte e a una ridotta capacità di influenzare l’opinione pubblica, le politiche, i progetti e l’utilizzo di risorse della nostra stessa comunità.

Infine, se queste tematiche e questi progetti sono considerati importanti, allora è tempo che i politici e gli amministratori si impegnino a sostenerli con convinzione e continuità; questi progetti non devono essere sperimentazioni temporanee dovute alla buona volontà di alcuni amministratori o di tantissimi volontari, ma devono diventare parte di un sistema riconosciuto, condiviso e pertanto sostenuto sia dalle istituzioni che dai cittadini, con mezzi e risorse dedicate.

E questa è una richiesta che deve provenire con forza da tutti noi, in ogni contesto e in ogni spazio nel nostro rapporto con le istituzioni. È un ambito di vera “politica”, di costruzione della società, di cui - partendo dal livello locale - dobbiamo assolutamente riappropriarci.

Diego Moratti

Settembre 2017

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