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La classifica delle città italiane fotografate da Legambiente

La classifica delle città italiane fotografate da Legambiente

Mantova prima in classifica, decolla Milano, ma la Lombardia resta nella morsa dell’inquinamento atmosferico: i risultati di Ecosistema Urbano 2017

È stato pubblicato a fine ottobre il ventiquattresimo Ecosistema Urbano, il rapporto annuale di Legambiente realizzato in collaborazione con l’Istituto di Ricerche Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, che stila la classifica delle città capoluogo di provincia in base alla loro qualità ambientale, ovvero le città più green e a misura d’uomo, dove sono state fatte scelte innovative per migliorare la qualità di aria e acqua, per rendere più efficiente la raccolta differenziata, per ridurre il traffico e per potenziare l’energia rinnovabile.

Centoquattro i capoluoghi di provincia analizzati, sedici i parametri presi in considerazione, divisi in sei categorie: Aria, Acqua, Rifiuti, Energie Rinnovabili, Mobilità e Ambiente Urbano.

La premessa fondamentale del Rapporto, dalle parole del Presidente di Legambiente Rossella Muroni, è che la sfida della sostenibilità si vince nelle città, per questo le realtà più virtuose devono essere prese da esempio.

Nessuna delle città analizzate nel Rapporto riesce infatti a garantire una contemporanea qualità di tutti o quasi i parametri ambientali analizzati, nonostante oggi si conoscano le soluzioni a problemi concreti come traffico, inquinamento, rifiuti ed è anche dimostrato che le città più innovative sono quelle che crescono di più e attraggono più turismo.

Obiettivo di Ecosistema Urbano, oltre a fotografare lo stato di salute delle città italiane, è quindi quello di contribuire a colmare la distanza tra politiche ed esperienze.

A questo proposito, un elemento che accomuna quasi tutte le performance positive è il coinvolgimento dei cittadini da parte delle amministrazioni, a dimostrazione di come le buone politiche urbane hanno bisogno di scelte di coraggio, ma anche di partecipazione attiva di chi abita i luoghi.

Il sistema di valutazione. Mantova in testa

Il sistema di valutazione di Ecosistema Urbano prevede l’assegnazione di un punteggio massimo teorico di 100, un voto che si può ottenere in parte attenendosi ai vincoli di legge e in parte rispettando le esigenze dei cittadini per una migliore qualità della vita.

Oltre ai dati precisi su inquinamento idrico e atmosferico, tasso di raccolta differenziata, traffico e trasporti, cementificazione e consumo di suolo, sono stati presi in considerazione anche parametri come l’emergenza abitativa, l’impronta ecologica, ovvero l’area biologicamente produttiva di mare e di terra necessaria a rigenerare le risorse consumate da una popolazione umana e ad assorbirne i rifiuti prodotti, la presenza di verde e di alberi in città e i consumi culturali.

A guidare la classifica quest’anno sono le sei città che superano il punteggio di 70/100: Mantova, Trento, Bolzano, Parma, Pordenone, Belluno.

Nessuna città arriva al punteggio massimo di 100 e anche la capolista Mantova si ferma poco oltre il 75, principalmente per il ripetuto superamento dei limiti di inquinamento atmosferico.

In coda alla graduatoria, Enna, Brindisi e Viterbo sono le città dove si concentrano risultati insufficienti per tutti i parametri analizzati e nelle ultime venti posizioni si trovano anche importanti centri urbani come Roma, Napoli e Palermo.

La situazione delle città lombarde. Milano in forte ascesa

Mantova al primo posto, Milano sale in classifica, Monza fanalino di coda: pian piano le città lombarde si muovono verso un modello urbano più sostenibile e per quanto riguarda la gestione dei rifiuti si registrano generali avanzamenti sulla raccolta differenziata: Cremona, Lodi, Bergamo e Como hanno superato gli obiettivi minimi di legge del 65%,

Mantova ha raggiunto addirittura l’80% con un servizio di raccolta porta a porta che interessa tutti i residenti e un sistema di tracciabilità elettronico grazie al quale l’utente paga solo l’effettivo costo di smaltimento del rifiuto indifferenziato.

Il quadro più preoccupante per le città lombarde e più in generale per tutta l’area della pianura padana resta quello dell’inquinamento atmosferico generato dal traffico.

La qualità dell’aria è infatti il problema che distingue la Lombardia dalle altre Regioni: 11 capoluoghi di provincia su 12, tutti ad esclusione di Sondrio, rientrano nei centri urbani con qualità dell’aria classificata come scarsa, superando nell’arco dell’anno i limiti previsti dall’OMS sia per le polveri sottili che per gli Ossidi di Azoto.

Secondo il Rapporto di Legambiente restano insufficienti gli sforzi delle amministrazioni per promuovere stili di mobilità alternativi all’uso dell’auto privata.

Tuttavia Mantova conquista il secondo posto, dopo Bolzano, tra i centri urbani con la più estesa dotazione infrastrutturale per la ciclabilità, caratteristica questa che la accomuna ad altre tre città lombarde, Cremona, Sondrio e Lodi, tutte nella Top 20 della classifica nazionale.

Anche Milano sale sul podio delle città dove più del 50% degli abitanti cammina, pedala, usa i mezzi pubblici.

Nel corso degli anni, il capoluogo lombardo ha scalato il fondo della classifica arrivando alla trentunesima posizione, grazie alle buone prestazioni nella raccolta dei rifiuti e nella depurazione idrica, all’efficacia delle zone a traffico limitato (Area C), alla diffusione di car e bike sharing, al potenziamento del trasporto pubblico che hanno contribuito alla riduzione della motorizzazione privata.

Milano è anche l’unica città italiana che, insieme ad altre 11 metropoli globali, ha preso impegni concreti per città più verdi e sane, con zone a zero emissioni e libere dalle energie fossili previste entro il 2030 e un parco di mezzi pubblici a zero emissioni entro il 2025. Nonostante ciò Milano resta, insieme a Torino, la città con il record negativo di superamento dei limiti consentiti dalla normativa sui livelli di polveri sottili.

Decongestionare le città dal traffico e attuare una riqualificazione energetica degli edifici resta dunque un obiettivo primario, ma lontano per le città lombarde.

Legambiente pone anche l’accento sull’importanza di incrementare gli investimenti pubblici in energie rinnovabili che soltanto a Cremona, Lodi, Bergamo e Como registrano qualche timido, ma ancora insufficiente, segnale di crescita. Resta poi eccessivo il livello dei consumi idropotabili, con punte molto alte a Milano, Pavia, Monza e Sondrio.

A questi rilevanti impatti dei consumi idrici corrisponde una bolletta che nelle città lombarde è fino a dieci volte inferiore a quella di altre città europee, ma che implica la mancanza di risorse per migliorare la gestione degli acquedotti e in generale dei servizi idrici, con un costo finale per la collettività molto più alto di quello percepito dagli utenti.

Infine è Brescia la prima città a livello nazionale per la presenza di alberi, 59 ogni 100 abitanti, contro una media nazionale di appena 18. La capolista Mantova è al quinto posto con 32 alberi ogni 100 abitanti.

Arianna Corti

Dicembre 2017

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