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La raccolta differenziata: tutto quello che avreste voluto sapere

La raccolta differenziata: tutto quello che avreste voluto sapere

A Cremona incontro pubblico con Nadia Ramazzini, co-autrice del libro “La raccolta differenziata”

La presentazione del volume edito da Ediesse e scritto a quattro mani con Daniele Fortini è stata occasione di confronto sul futuro della differenziata nella città di Cremona e sul destino del termovalorizzatore.

La raccolta differenziata al 100% è un’utopia o una meta concretamente raggiungibile? Quali sono gli scenari futuri e le prospettive per l’Italia in merito alla gestione dei rifiuti?

Daniele Fortini e Nadia Ramazzini hanno provato a rispondere a tali quesiti all’interno del libro “La raccolta differenziata” (Ediesse, 2015), presentato a Cremona lo scorso 24 novembre con la partecipazione dell’autrice, dell’assessore al Territorio e alla Salute del comune di Cremona Alessia Manfredini e del direttore di Linea Gestioni, Primo Podestà.

A moderare l’incontro il direttore di infoSOStenibile Diego Moratti. Al centro della presentazione l’intervento di Nadia Ramazzini, giurista ambientale con alle spalle dieci anni di lavoro all’interno di una municipalizzata ed esperienze all’estero: una carriera che le ha valso una visione d’insieme su tutte le problematiche che caratterizzano la gestione dei rifiuti:

«Ho vissuto in prima persona l’emergenza rifiuti di Napoli esplosa nel 2008, così come quella di Milano nel 1995. Mi sono potuta confrontare con le realtà di Parigi e Bruxelles, rendendomi conto di quanto il tema sia ampio e sfaccettato: per ridurre i rifiuti dobbiamo sì parlare di raccolta differenziata e recupero del materiale, ma anche di prevenzione, recupero di energia, termovalorizzazione».

Così l’autrice introduce un tema caldo per la città, facendo il punto della situazione globale tra slogan e miti, almeno in parte da sfatare. Ad esempio, bastano ottimi livelli di efficienza della raccolta differenziata per decretare l’immediata inutilità di un termovalorizzatore?

Afferma Nadia Ramazzini: «La raccolta differenziata al 100%, ad oggi, non è possibile e il recupero totale della materia purtroppo non esiste. Gli scarti non utilmente riciclabili possono essere recuperati per produrre energia, anziché sotterrati in discarica».

Per poter ottenere lo spegnimento degli impianti di termovalorizzazione di piccole e medie dimensioni è necessario intervenire su tutti i livelli della filiera, a cominciare da uno dei più sottovalutati, ovvero la prevenzione, tramite la produzione di imballaggi con materiale recuperabile o rigenerato.

Occorre promuovere una cultura del recupero attraverso il coinvolgimento di ogni attore, dalle istituzioni alle aziende, dai singoli cittadini ai responsabili della gestione.

Proprio la sinergia, commenta il Presidente di Linea Gestioni Primo Podestà, è alla base del piano di raccolta differenziata porta a porta a Cremona: «Un successo che è frutto della definizione del piano strategico in stretta collaborazione con l’amministrazione locale, della disponibilità dei cittadini, della volontà di individuare le soluzioni migliori per il territorio».

«La vera droga – afferma Nadia Ramazzini - sono le discariche, soprattutto al Sud: queste terre sono ricche di discariche private dai costi irrisori, le quali tolgono alle amministrazioni locali la forza e l’incentivo di fare dei cambiamenti».

Nessuna speranza, dunque, per i cittadini che chiedono lo spegnimento dell’impianto cremonese? Non secondo l’autrice: «Per gli impianti medio piccoli lo spegnimento futuro è possibile. Dobbiamo valutare quanto siano strategici sul territorio nazionale.

Non devono raccogliere i rifiuti da altre zone, deve valere il principio della prossimità». Nel frattempo, l’Assessore Manfredini rassicura: «Non ci saranno operazioni di revamping o la costruzione di un nuovo termovalorizzatore a Cremona.

Stiamo lavorando per lo spegnimento dell’impianto attuale, ma dobbiamo fronteggiare alcune difficoltà oggettive, come il fatto che il piano di ammortamento era calcolato fino al 2040. Ora questo processo va accelerato, risolvendo al contempo anche la questione occupazionale».

Martina Pugno

Dicembre 2015

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