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Le mura di Bergamo verso UNESCO. Un racconto per e con i bambini

Le mura di Bergamo verso UNESCO

Presentato all’Università di Bergamo il film di animazione realizzato dallo Studio Bozzetto & co.

Un sito diventa Patrimonio dell’umanità per il suo valore materiale e per quello immateriale: la trama fisica del luogo è intrecciata con l’ordito delle istituzioni, degli eventi di cui fu ed è teatro, dei progetti e delle vite delle persone che lo abitano e lo abitarono nei secoli passati.

Per questo motivo, l’autoconsapevolezza dei bergamaschi rispetto all’importanza del patrimonio urbano è un tassello necessario perché le mura di Bergamo diventino parte dell’UNESCO insieme agli altri siti riuniti nel progetto sovranazionale “Fortificazioni dalla Repubblica di Venezia tra XV e XVII secolo” (11 luoghi tra Italia, Croazia e Montenegro).

Proprio in questa prospettiva, lo scorso 23 maggio l’Università degli Studi di Bergamo ha presentato ufficialmente un progetto realizzato dal Centro studi sul territorio Lelio Pagani in collaborazione con docenti e alunni della Scuola Primaria “M. Ghisleni” di Città Alta e con lo Studio Bozzetto & co.

Si tratta di un breve film che ha come obiettivo «trasmettere alle giovani generazioni la consapevolezza e il valore del paesaggio in cui vivono. Un progetto di animazione per accrescere la consapevolezza attorno alle mura e al loro inestimabile valore».

Il video è parte del progetto “Le mura di Bergamo verso UNESCO. Unesco raccontato ai bambini. I bambini raccontano le mura veneziane” promosso da Regione Lombardia: le giovani generazioni di oggi sono i cittadini di domani e insegnare loro il rispetto per l’ambiente e per la storia è fondamentale per stimolare il senso di appartenenza alla comunità. Il cortometraggio dura sette minuti e presenta un breve excursus sulla vita passata e presente di Bergamo.

Immagini mozzafiato di Città Alta riprese da un drone si alternano a scene di animazione che ripercorrono le tappe principali della storia urbana; Liu, un simpatico leone alato, simbolo di Bergamo durante la Repubblica di Venezia, fornisce le coordinate principali perché i bambini possano comprendere l’unicità della propria città rispetto alle altre e apprezzare il valore della memoria, vera e propria linfa vitale di ogni luogo.

Viene ricordato che le mura furono costruite nel XVI secolo per scopi difensivi: allora la città era il baluardo della Repubblica di Venezia a Occidente e si trovava in una posizione strategica per consolidare i traffici della Serenissima sulla terraferma.

La costruzione delle mura iniziò nel 1561 e durò quasi un trentennio. Per la popolazione fu un evento traumatico: il perimetro della fortificazione fu disegnato a tavolino e per realizzarlo furono distrutti oltre 500 edifici: chiese, conventi, case, torri, ecc. i nomi dati a tre delle porte cittadine (S. Alessandro, S. Giacomo, S. Lorenzo) ricordano proprio le chiese che sorgevano al loro posto e vennero demolite in quell’occasione.

Per uno strano destino, questa possente fortezza non servì alla difesa perché dopo la sua costruzione la città non fu mai presa d’assalto. Oggi le mura hanno una funzione molto diversa da quella originaria: per i bergamaschi sono diventate una terrazza dalla quale ammirare la bellissima vista su “città bassa” e sulle montagne circostanti durante piacevoli passeggiate all’ombra dei viali alberati.

Nate per cingere la città e proteggerla dai pericoli esterni, sono oggi occasione di apertura di Bergamo al mondo: se la candidatura andrà in porto (ma lo sapremo solo a luglio 2017) Bergamo e le altre località del potenziale sito UNESCO saranno chiamate ad accogliere e rappresentare l’intera comunità umana.

Livia Salvi

Foto%20Mura%20Bergamo.jpgLink al video: www.youtube.com

 

Giugno 2016

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