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Lemuri: gli spiriti della notte nel Madagascar

Lemuri

Molti di loro sono a rischio estinzione

Avvistare un lemure: niente di più facile sull'isola di Madagascar, dove ve n'è un'altissima concentrazione. Attualmente le specie e sottospecie di lemuri conosciute sono oltre ottanta, diverse per aspetto, dimensioni e abitudini: pare che una tale varietà si sia sviluppata grazie all'isolamento geografico del Madagascar, in cui i lemuri sarebbero approdati circa 35 milioni di anni fa a bordo di tronchi e vegetazione galleggianti, dopo aver attraversato il canale del Mozambico.

Non essendoci grandi predatori né la competizione di scimmie d'indole più aggressiva, i lemuri si sono evoluti ed espansi praticamente indisturbati, sfruttando la vastità di habitat offerta dall'isola e occupando numerose nicchie ecologiche vacanti. 

Un animale enigmatico

I lemuri sono delle proscimmie, quindi e fanno quindi parte di un sottordine dei primati, ma a causa della scarsità di reperti fossili la loro storia evolutiva rimane tutt'oggi piuttosto enigmatica. Anche se alcuni legami di parentela tra lemuri non sono ancora chiari, la discendenza dai primati primitivi è confermata da analogie di carattere morfologico e comportamentale: su tutte il pollice opponibile, che garantisce loro una maggiore presa sugli alberi dove vivono; le dita non sono munite artigli, bensì di unghie, fatta eccezione per l'indice delle zampe posteriori, che è fatto a mo' di pettine per la toelettatura.

I lemuri sono animali principalmente notturni, tant'è che i grandi occhi possiedono un tapetum lucidum, ovvero uno strato riflettente posto subito dietro la retina che permette loro di vedere anche al buio; non a caso il termine lemure deriva dalla parola latina “lemures”, che nella mitologia romana indicava gli “spiriti della notte”. Pare inoltre che abbiano una limitata visione a colori, ma quel che sembra certo è che per orientarsi usino soprattutto l'udito. La dieta della maggior parte dei lemuri (ve ne sono diverse specie) è onnivora e prevede il consumo di insetti, larve, frutti, fiori, semi, foglie e corteccia. Le specie più grandi, però, tendono ad avere abitudini diurne e a nutrirsi prevalentemente di vegetali, come il lemur catta, ad esempio, che tra l'altro nemmeno vive sugli alberi, preferendo invece la vita terrestre.

Non è strano incontrarli spaparanzati sulle spiagge dell'isola a prendere il sole, a volte girati di schiena, altre di pancia, proprio come fossero dei turisti in vacanza. Solitamente i lemuri vivono soli o in piccoli gruppi famigliari. In tal caso la società si organizza secondo una struttura matriarcale, a differenza di quanto avviene per gli altri primati. Sono le femmine a decidere dove dormire e costruire la tana, oltre ad avere la priorità sulla toeletta e per l'accesso al cibo.

Bracconaggio e deforestazione: i nemici dei lemuri

Molte specie di lemuri sono attualmente a rischio estinzione: le principali minacce sono la deforestazione e il bracconaggio. Una delle specie maggiormente in pericolo è quella dei sifaka, termine malgascio onomatopeico che si riferisce al verso che questi animali emettono per dare l'allarme. Quando scendono dagli alberi, i lemuri sifaka camminano in posizione eretta seguendo una buffa andatura laterale a saltelli e utilizzando le zampe superiori come bilancieri per non perdere l'equilibrio: una specie di spettacolo di danza, insomma, molto divertente ma ormai raro a vedersi.

Quasi scomparsi del tutto sono anche gli aye aye, concentrati nelle foreste nord-orientali dell'isola.

Il loro aspetto poco rassicurante ha fatto sì che iniziassero a circolare una serie di leggende infauste sul loro conto, secondo le quali sarebbero presagio di morte; a causa di tali dicerie sono diventati oggetto di una caccia irrazionale che li ha decimati. Ecco perché avvistare un lemure sarà facile forse ancora per poco... pure in Madagascar. 

Laura Spataro

 

Traduzione in lingua inglese a opera di ViceVersa Group

Lemurs, Madagascar's spirits of the night. Many of these are at risk of extinction

Catching a glimpse of a lemur: nothing is more straightforward on Madagascar island where there is a huge concentration. Currently there are more than eighty lemur species and sub-species and they vary in appearance, size and habits. It would seem that this variety is the result of Madagascar’s geographical isolation with lemurs having arrived here around 35 million years ago, on floating trunks of wood and vegetation, after crossing the Mozambique channel. There not being great predators nor competition from more aggressive monkeys on the island meant that lemurs evolved and expanded practically undisturbed, exploiting the island’s habitat and occupying vacant environmental niches. 

An enigmatic animal

Lemurs are prosimians and thus part of a primate sub-order but as a result of a scarcity of fossil remains their evolutionary history is still extremely mysterious. Although some kinship ties between lemurs are still not clear, their early primate ancestry has been confirmed by morphological and behavioural analogies: in particular, the opponens pollicis which guarantees them a greater grip on the trees they live in; their digits have nails rather than claws, with the exception of the second digit of the back feet which look a little like a comb for grooming.

Lemurs are principally nocturnal animals and their large eyes possess a tapetum lucidum, namely a reflecting layer immediately behind the retina which enables them to see in the dark, too. It is not by chance that the word lemur derives from the Latin word ‘lemures’ which, in Roman mythology, meant ‘spirits of the night’. It would also seem that they have limited colour vision but what is certain is that they mainly use their hearing for orientation. Most lemurs (there are various species) are omnivores and eat insects, larvae, fruit, flowers, seeds, leaves and bark.

The larger species, however, tend to be diurnal and feed mainly off flora, such as the ring tailed lemur which does not even live in trees but prefers the ground. It is not unusual to find them scattered over the island’s beaches sunbathing, sometimes on their backs, sometimes on their bellies, as if they were tourists on holiday.

Lemurs usually live alone or in small family groups. In such cases societies are organised matriarchally, in contrast to other primates. It is the females which decide where to sleep and build nests as well as taking priority as regards grooming and access to food. 

Hunting and deforestation: lemurs’ enemies

Many lemur species are currently at risk of extinction with the main threats being deforestation and hunting. One of the species most at risk is the sifaka, an onomatopoeic Madagascar word which refers to the sound the animal makes when it is giving the alarm. When they come down from the trees, sifaka lemurs walk upright in a comical sideways jumping movement, using their upper legs for balance, a sort of dance show which is fun to watch but now rare to see. The aye ayes, concentrated in the island’s north-eastern forest, have almost entirely disappeared.

Their non-reassuring appearance has led to a series of unfortunate legends circulating according to which they are harbingers of death. This has led to them being objects of irrational hunting which has decimated numbers. This is why seeing a lemur will not be easy for long... Even in Madagascar.

 

TRADUZIONE VICEVERSA GROUP:

Bergamo – Zona Stadio

Per informazioni Tel: 035 4281462

info@viceversagroup.it

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Maggio 2019

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