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Mondo latte e non solo

Mondo latte e non solo

Successo per i cartelloni informativi con lo slogan “gli italiani lo fanno meglio”. Molti Comuni adottano l’iniziativa

Prosegue come ogni mese la nostra rubrica sul mondo del latte e non solo con Bortolo Ghislotti, da sempre impegnato e attento osservatore di questo settore, sia per tradizione familiare che come titolare della IRIM srl di Ghisalba, azienda produttrice di impianti di mungitura e attrezzature per il trattamento e la conservazione del latte.

Per cominciare, come è andato il lancio della campagna “Gli italiani lo fanno meglio”?

Sta andando alla grande. Questa promozione è stata sposata addirittura da allevatori di altre regioni che la stanno riproponendo a loro volta nei propri comuni e nelle proprie province.

Stiamo avendo consensi da parte di molti sindaci e istituzioni: ad esempio l’Associazione Comuni Lodigiani (A.C.L.) ha dato sostegno a questa iniziativa invitando tutti i propri comuni associati ad esporre questi manifesti.

Quindi la nostra pagina è diventata un manifesto?

Partendo dall’ottimo lavoro fatto dal grafico della vostra rivista, che ringrazio per aver interpretato al meglio il messaggio che volevamo trasmettere, abbiamo aggiunto un titolo diretto: “Informazione per il consumatore” spiegando di controllare sulle confezioni i loghi che determinano la provenienza del latte e di scegliere solo quelli che garantiscono il 100 % di latte italiano.

Questo perché anche la stessa scritta “prodotto in Italia” non sempre significa che il latte sia italiano, bensì potrebbe voler dire che il confezionamento del latte o la trasformazione in formaggio siano fatte in Italia, ma con latte proveniente dall’estero.

Dove si possono mettere questi manifesti?

Un po’ ovunque, nelle piazze, vicino alle scuole, agli ingressi dei paesi: ad esempio a Martinengo, il paese dove sono nato, il comune ci ha concesso di esporli all’ingresso delle scuole e sta organizzando un incontro pubblico con la cittadinanza per sensibilizzare al consumo di prodotti locali o fatti con latte 100% italiano.

Anche il Distretto Agricolo della pianura bergamasca ha ricevuto ufficialmente l’invito a partecipare a un evento dedicato alle scuole dal 17 al 20 marzo presso la Fiera di Bergamo e in quell’occasione gli allevatori saranno presenti per promuovere questa campagna anche fra i più piccoli.

Qual è l’obiettivo di tutto questo?

In definitiva vogliamo avvicinare il primo anello della filiera, l’allevatore, al consumatore finale, in modo da far emergere i vantaggi reciproci: consumare latte e formaggi di qualità, sani e genuini, e allo stesso tempo sostenere le produzioni locali, più controllabili di quelle estere.

Sono convinto che in un mondo globalizzato, dove si vogliono uniformare le produzioni, omologare i gusti, appiattire la ricchezza data dalla varietà, c’è ancora molto spazio per idee e proposte nuove in grado di andare contro questa tendenza.

Qualche esempio?

Un esempio è la presentazione in occasione del convegno che si è svolto il 9 gennaio 2016 alla Bcc dell’Oglio e del Serio a Ghisalba della possibilità di produrre un nuovo formaggio fresco, fatto solo con latte 100% italiano.

Davanti all’on. Angelo Zucchi, Capo della Segreteria del Ministro delle Politiche Agricole, all’on. Paolo Cova, della commissione agricoltura alla Camera, a Giovanni Fava, assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia e alla presenza dei presidenti regionali delle associazioni di categoria è stata fatta questa proposta: avendo noi italiani un latte ottimo, è possibile produrre un formaggio ottimo, anche al di fuori del circuito dei formaggi Dop, che rimangono comunque il nostro fiore all’occhiello, tant’è vero che sono i più copiati in assoluto al mondo.

E perché allora questo nuovo formaggio non Dop?

Perchè anche nella categoria dei formaggi a pasta semidura e a stagionatura media, che spesso non sono Dop e non danno nessuna garanzia di italianità, c’è spazio per valorizzare meglio la nostra produzione di latte e fare concorrenza a quei prodotti che invece provengono dall’estero, dove il più delle volte l’etichetta riporta l’uso di conservanti e coloranti.

E invece che ingredienti ci sarebbero in questo?

Latte 100% italiano, caglio vegetale e sale. Nient’altro. E inoltre è possibile produrlo anche senza lattosio.

Quando la materia prima è di qualità, non servono tante sofisticazioni.

Produrre latte in Italia è sicuramente più costoso che in altri Paesi.

Ma solo con il latte italiano si possono produrre formaggi che tutto il mondo ci invidia.

La campagna d’informazione sul consumo di latte 100% italiano e di formaggi prodotti con latte italiano deve diventare uno sforzo collettivo di tutto il sistema agricolo e di tutti i cittadini e le istituzioni che hanno a cuore la qualità dell’alimentazione e la trasparenza della provenienza e dell’etichettatura.

Prossimi appuntamenti?

Vi aspettiamo a Martinengo (Bg) il 26 febbraio 2016 per la serata: “Latte e formaggi italiani, come difendere il vero made in Italy”.

Diego Moratti

Febbraio 2016

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