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Tutti pazzi per l’axolotl. L’ultima moda degli acquari

Axolotl

La salamandra messicana ormai estinta in natura ha subito diversi mutamenti genetici

Negli ultimi anni sta diventando di moda tra gli appassionati avere un axolotl come animale domestico. Effettivamente esistono numerose pagine internet che descrivono nel dettaglio come prendersi cura di questo piccolo anfibio: l’acquario deve avere una capienza minima di quaranta litri e si sconsiglia la convivenza con esemplari più giovani o con altre specie poiché potrebbero verificarsi fenomeni di cannibalismo; per il fondale si consiglia l’uso di rocce, l’acqua deve avere un pH compreso tra 7 e 7,2 e una temperatura tra i sedici e i venti gradi; è importante adottare un sistema di filtraggio che mantenga l’acqua limpida e pulita, e così via.

Il motivo di tutto questo interessamento va ricercato nell'indubbio fascino dell'axolotl: nome scientifico Ambystoma mexicanum, si tratta di una salamandra originaria del lago di Xochimilco in Messico, dove sembra essere sul punto di estinguersi. Il corpo è tozzo e solitamente non supera i trenta centimetri di lunghezza; la testa è ampia e gli occhi non hanno le palpebre.

Così apprezzato dai collezionisti per via delle sue colorazioni sgargianti, in natura l’axolotl è in realtà marrone o grigio-nero, fatta eccezione per le branchie, che sono comunemente di un rosso acceso.

Si nutre principalmente per suzione, ma ha comunque dei denti rudimentali e quasi invisibili che probabilmente ha sviluppato con l’evoluzione più recente.

Un “pesce che cammina”

Numerose sono le caratteristiche che lo rendono speciale agli occhi di studiosi e persone comuni. Innanzitutto è curioso il fatto che possa compiere l’intero ciclo vitale allo stadio di larva. Tale fenomeno, tipico delle famiglie di anfibi urodeli, si chiama neotenìa e deriva da una disfunzione della tiroide.

Con una vita media di circa quindici anni, l’axolotl conserva le sue caratteristiche infantili anche in età adulta, a meno che - a causa del troppo inquinamento - non diventi necessario abbandonare le acque che lo ospitano. In questo caso, la salamandra attua una metamorfosi che gli consente di lasciare il mondo acquatico per quello terrestre: non per niente pare che spesso venga chiamato dalle popolazioni locali con il nome di “pesce che cammina”.

La trasformazione avviene in seguito a una sufficiente assunzione di iodio, direttamente o indirettamente attraverso il cannibalismo. L’axolotl ha anche l’incredibile capacità di rigenerarsi dalle ferite senza alcuna cicatrice: arti, polmoni, midollo e persino alcune parti del cervello sono praticamente immuni da danneggiamenti.

Pare che tale caratteristica sia dovuta a delle cellule molto simili a quelle staminali adulti presenti nei mammiferi, ma gli studi degli esperti sono ancora aperti. È per questo che gli scienziati ne conservano diversi esemplari in laboratorio, incrociandoli tra loro per proseguire la specie.

Le interferenze dell’uomo nell’evoluzione della salamandra messicana ne hanno causato l’indebolimento; facendo accoppiare tra loro axolotl di parentela stretta, le caratteristiche genetiche dell’anfibio sono cambiate rispetto a quelle dello stato di natura.

La variabile più evidente è quella del colore, che nelle sue versioni gialle, rosa, bianche e trasparenti non è che il risultato dell’allevamento in cattività.

Nel lago di Xochimilco, invece, l’axolotl si è praticamente estinto: nel 2013 il biologo Armando Tovar Garza ha svolto quattro mesi di ricerca per non trovarne nemmeno un esemplare, mentre nel 1998 se ne stimavano circa seimila per chilometro quadrato.

Le cause principali di tale moria sembrano essere da un lato l’alto livello di inquinamento del lago, dall’altro la presenza sempre maggiore della predatrice salamandra tigre.

Laura Spataro

 

Traduzione in lingua inglese a opera di Vice Versa Group

Everyone’s mad about axolotl, the latest aquarium fashion. This Mexican salamander, now extinct in the wild, has undergone various genetic mutations

 

In recent years it has become fashionable amongst fans to keep axolotls as pets. There are effectively a great many webpages describing in detail how to look after these little amphibians: aquariums have to hold a minimum of forty litres and putting them in with younger axolotls and other species is discouraged as cannibalism can occur.

Rocks are advised as a base with water PH between 7 and 7.2 and a temperature of 16 to 20 degrees.

It is important to adopt a filtering system which keeps the water clear and clean and so on. The reason for all this is to be found in the axolotl’s undeniable charm: scientific name Ambystoma mexicanum, this salamander is native to Lake Xochimilco in Mexico, where it seems to be on the brink of extinction.

Its body is stubby and generally no more than 30 centimetres long, it has a large head and eyebrowless eyes. It is beloved of collectors as a result of its bright colours but in the wild it is actually brown or grey black except for its gills which are generally bright red. It mainly feeds via suction but also has simple and almost invisible teeth which it probably evolved recently.

A ‘walking fish’

It has many characteristics making it special in the eyes of scholars and ordinary people. First and foremost, the fact that it can complete its whole life cycle in the larval state is curious: this is characteristic of the urodela amphibian family.

It is called neoteny and derives from a thyroid dysfunction. With an average lifespan of around fifteen years, the axolotl conserves its infantile characteristics into adulthood unless it needs to abandon the water hosting it as a result of excessive pollution. In such cases, it undertakes a metamorphosis which allows it to leave the water for the land. For this reason local people call it the ‘walking fish’.

Transformation takes place after sufficient iodine intake, directly or indirectly, via cannibalism. Axolotls also have an incredible ability to heal their wounds without any scarring: limbs, lungs, bone marrow and even certain parts of the brain are practically immune to damage.

It would seem that this characteristic is due to cells which are very similar to adult mammal stem cells but expert studies are ongoing and for this reason scientists keep a number of axolotls in their laboratories, cross breeding them to maintain the species. Human interference in the evolution of this Mexican salamander has weakened it: breeding axolotls with close kin has led to genetic changes as compared to the wild state.

The most visible variant is colour, with yellow, pink, white and transparent versions being the result of breeding in captivity.
In Xochimilco Lake, by contrast, axolotl are practically extinct and biologist Armando Tovar Garza carried out four months of research in 2013 without finding a single one, whilst it is estimated that there were six thousand per square metre in 1998. The main causes of this dying out would seem to be high pollution levels in the lake, on one hand, and the increasing presence of the predatory tiger salamander. 

 
Bergamo - Via Maglio del Rame 19

Per informazioni Tel: 035 4281462

info@viceversagroup.it

 
 
 
 
Gennaio 2020

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