A Orzinuovi (Bs) la Congregazione Sacra Famiglia continua e innova la propria vocazione alla genitorialità sociale
Ogni bambino e bambina, ogni figlio e figlia, per crescere ha bisogno di cura e accoglienza, di una “casa” e di una “famiglia” che risponda ai suoi bisogni fisici, affettivi, cognitivi e spirituali. Tuttavia, ci sono contesti in cui famiglie e genitori si trovano in situazioni di difficoltà, fragilità sociale o in condizioni di vera e propria impossibilità di svolgere un compito così prezioso e delicato. In Italia i minori “fuori famiglia” sono oltre 33mila, senza contare i sempre più numerosi casi di minori stranieri non accompagnati che si stima essere un numero quasi pari.
“C’è un sottofondo sociale, una voce che chiede aiuto, una esigenza della nostra società a cui è necessario rispondere – spiega padre Antonio Consonni, religioso della Congregazione Sacra Famiglia di Martinengo e coordinatore della comunità educativa “Il Faggio” di Orzinuovi -. Lavorando nel mondo dell’accoglienza e della scuola da anni e interrogandoci come comunità religiosa su come riscrivere e aggiornare nel contesto contemporaneo il carisma della nostra fondatrice, S. Paola Cerioli, abbiamo intrapreso questa esperienza di accoglienza di minori fuori famiglia, nelle quali intravediamo gli orfani di oggi”.
L’esperienza ha avuto due fasi: dal 2017 al 2025 attraverso due comunità familiari, ovvero una famiglia che accoglie e accompagna i minori fuori famiglia; dal 2025 c’è stata una trasformazione in “comunità educativa” nella quale un gruppo di educatori accompagna i minori e i ragazzi in tutte le fasi della giornata e della vita quotidiana. La comunità può ospitare dagli 8 ai 10 bambini e bambine con 6 educatori; al mattino e nel pomeriggio frequentano la scuola e le attività ricreative ed estive.
“In ogni classe c’è un segno: un banco vuoto, libero, che ricorda a tutti che un giorno potrebbe arrivare un bambino o ragazzo della casa famiglia – continua Consonni –. Questa esperienza di accoglienza può essere un valore prezioso anche per i 600 studenti che dal nido fino alla terza media frequentano la scuola di Orzinuovi. Evidentemente il problema non sono i figli: prendersi cura dei minori fuori famiglia è un servizio sociale da assumere in relazione con le famiglie, le istituzioni e il territorio, ma investe un aspetto più profondo con cui una società matura, adulta, deve confrontarsi, quello della genitorialità sociale delle nuove generazioni”.
Le origini - Vocazione alla genitorialità socialeQuesta «frattura» dentro il suo cuore invece di ripiegarla su di sé, si fa «instauratrice» di una nuova generatività sociale. Molte donne e uomini si sono uniti a lei per portare avanti la sua missione educativa e la sua ‘genitorialità sociale’ si traduce oggi nella vita di Case di accoglienza per bambini e ragazzi oppure in comunità educative come espressione dell’intuizione di S. Paola Elisabetta Cerioli.
Da allora i religiosi e le religiose della Sacra Famiglia hanno continuato ad accogliere ed educare nelle loro Case numerosissimi bambini e bambine, in Italia, in Brasile e in Mozambico. La presenza della Congregazione a Orzinuovi è iniziata nel 1925 (10 novembre) con un orfanatrofio che accoglieva molti bambini e ragazzi preparandoli ad andare incontro al loro futuro. I cambiamenti sociali e i nuovi bisogni educativi hanno portato, a partire dagli anni ’50, alla trasformazione dell’orfanatrofio in un Centro educativo e scolastico nel quale è iniziata negli anni ’80 l’esperienza della Scuola paritaria, con il servizio del Nido, della scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di 1° grado. Ogni giorno la scuola è frequentata da circa 600 studenti con circa 70 persone tra insegnanti, educatori, personale di servizio.
La Casa della Comunità educativa è una nuova costruzione, progettata con criteri di eco-sostenibilità, su un unico piano, adeguata e conforme alle normative con servizi necessari per vitto e alloggio. È composta attualmente da una abitazione, uno spazio comune, spazi verdi - un giardino, un orto, una collina del vento, la campagna - e spazi funzionali alla vita dei bambini e dei ragazzi. L’abitazione ha una superficie di 180 mq e comprende un’ampia cucina attrezzata con il soggiorno, 2 camere singole, 2 camere con 2 posti letto, 1 camera con 3 posti letto, 1 lavanderia, 3 bagni. È presente un luogo di incontri denominato «tenda del fuoco»: un open space con una superficie di 180 mq che comprende uno spazio per gli incontri con i familiari e gli ospiti, uno spazio lettura e studio, uno spazio laboratorio, la sala giochi, 2 bagni, lo spazio per le feste e il locale tecnico.
La Comunità educativa, su mandato dell’autorità giudiziaria, integra e affianca le famiglie accogliendo temporaneamente bambini e ragazzi, con l’obiettivo di garantire cura e attenzione ai loro bisogni e trasmettere loro uno stile di vita semplice, comunitario e sobrio. La Comunità offre una risposta mirata e concreta ai bisogni fisici, emotivi, affettivi, relazionali e psicologici dei bambini e ragazzi attraverso la cura e l’attenzione educativa quotidiane. In questo percorso la famiglia viene supportata nella relazione con i figli, continuando ad essere per loro il principale punto di riferimento. La comunità è attiva tutto l’anno, 24 ore al giorno, e può accogliere 8 minori dai 6 ai 14 anni, anche provenienti da situazioni di abuso e maltrattamento.




























































