BRESCIA SOSTENIBILE
Camilla Bianchi: “cambiare il modo in cui la città pensa il proprio futuro”
Una città che respira, protegge e unisce
Tra i principali capoluoghi di una Lombardia e una pianura padana stretta nella morsa sempre più rovente tra sviluppo economico e crisi climatica, la città di Brescia prova a mettere in campo una serie di iniziative e progetti volti alla mitigazione e adattamento a un clima in deciso cambiamento. Abbiamo chiesto all’assessora alla Transizione ecologica, all’Ambiente, al Verde e alle Politiche energetiche di Brescia, Camilla Bianchi, quali siano le progettualità e quali i risultati finora ottenuti.
“Quando abbiamo iniziato questo mandato cittadino ci siamo dati un obiettivo preciso: fare della transizione ecologica una politica concreta, capace di entrare nella vita quotidiana. Non interventi isolati, ma una visione che tenesse insieme aria, clima, energia, verde, salute e giustizia sociale. I risultati raggiunti dicono che quella direzione oggi è tracciata, nonostante ci sia ancora tanto lavoro da fare – premette Camilla Bianchi che continua - tra i passaggi più importanti l’approvazione, il 29 giugno scorso, del Piano Aria e Clima di Brescia, risultato di un anno e mezzo di lavoro interdisciplinare e partecipato.
Il Piano Aria e Clima
Oltre 16 incontri pubblici con più di 350 persone partecipanti, workshop con imprese, sindacati e associazioni, cinque assemblee nelle zone della città, il coinvolgimento dei Consigli di quartiere, del Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze e di oltre sessanta amministratori della provincia: questi i numeri del Piano che contiene 31 azioni concrete, 22 già finanziate, e indica una meta chiara: ridurre del 55 per cento le emissioni entro il 2030, migliorare la qualità dell’aria e preparare Brescia a un clima già cambiato. Lo fa attraverso tre direttrici: una “città per le persone”, che riduce gli inquinanti; una “città efficiente”, che consuma meno energia e produce più energia rinnovabile; una “città oasi e città spugna”, capace di offrire ombra, trattenere l’acqua e proteggere dagli eventi estremi.
“Dentro questa visione ci sono scelte già riconoscibili - commenta Bianchi - togliere l’assedio delle auto e dell’asfalto al Castello e ricucire l’area della stazione; realizzare isole ambientali; costruire una rete di rifugi climatici raggiungibili in cinque minuti a piedi; depavimentare, piantare alberi e gestire meglio le acque; efficientare scuole, edifici comunali e case popolari; promuovere comunità energetiche, riuso ed economia circolare. Il Piano Aria e Clima non è un libro dei sogni, ma un programma con tempi, responsabilità e risorse. Il primo risultato: un lavoro paziente e trasversale tra tutti gli Uffici comunali”.
Zanza the Boss
Tra le curiosità inaspettate ma preziose, un’iniziativa nata dove meno ci si aspetterebbe: nella casa di reclusione di Verziano. Venticinque persone detenute hanno partecipato ai laboratori del gruppo OrtoLibero, costruiti sui dati scientifici del Piano. Da quegli incontri è nata Zanza the Boss e la palude maledetta, una fiaba sull’impatto di agricoltura e allevamenti intensivi, poi diventata un reading teatrale. Al centro non c’è l’essere umano, ma una zanzara che denuncia un ecocidio: respinta, eppure indispensabile all’ecosistema. Ne è nata una lezione per tutti: l’articolo 9 della Costituzione tutela ambiente, biodiversità ed ecosistemi anche nell’interesse delle generazioni future, e questa responsabilità appartiene a ogni persona. È qui che giustizia sociale e ambientale si incontrano: nessuno può essere escluso dal prendersi cura del bene comune.
Verde e Biodiversità
Aria, acqua e i corridoi ecologici superano i confini amministrativi. Dopo un lavoro di oltre un anno, l’attuale Plis del Parco delle Colline estenderà i propri confini, da 6 Comuni si passerà a 12, verso la costituzione del nuovo PLIS “Parco Agricolo e delle Colline di Brescia”: un unico parco di cintura periurbano con colline, cave recuperate e aree agricole che diventano parti di una sola infrastruttura ecologica, da tutelare e governare insieme.
Anche il verde sta diventando una vera infrastruttura urbana. Nel 2025 è stato approvato il Piano del Verde e della Biodiversità e sono già state messe a dimora 500 piante nei quartieri e il programma arriverà a oltre 1.400 alberi entro il 2034. “Non è un gesto ornamentale: ogni albero significa ombra, aria migliore, suolo permeabile, biodiversità e salute – commenta Bianchi, che conclude indicando il senso del lavoro compiuto: “non soltanto piantare alberi o approvare Piani, ma cambiare il modo in cui la città pensa il proprio futuro. Una Brescia che respira, protegge e unisce; una città in cui la transizione non sia un peso per pochi, ma una responsabilità e un’opportunità condivise”.
Diego Moratti


























































