Un'alleanza educativa che trasforma i beni storici in luoghi di crescita condivisa, garantendo il diritto allo studio per tutti
La crescita integrata e sostenibile di un territorio non si misura esclusivamente attraverso gli indicatori di sviluppo economico, ma trova il suo parametro più autentico nella capacità di generare opportunità, sostenere le situazioni di fragilità e reinvestire nel futuro.
È partendo da questa visione costruttiva del benessere collettivo che si articola l’operato quotidiano della Fondazione Istituti Educativi di Bergamo (Fieb), un ente che ha scelto di fare della restituzione sociale il proprio principio guida, destinando i proventi della gestione patrimoniale a progetti formativi, inclusivi, educativi e di interesse generale per la comunità.
Valore generativo per il territorio
Supportare il Terzo settore, le associazioni di volontariato e gli enti scolastici significa intercettare con tempestività i bisogni emergenti. In questo mosaico di interventi, l’ambito educativo occupa una posizione preminente, raccogliendo un testimone storico fondamentale. La Fondazione affonda infatti le proprie radici nella memoria civile di Bergamo, quando la formazione rappresentava l'asse portante dell'attività degli orfanotrofi e degli istituti pii, nati per assicurare assistenza, istruzione e dignità ai minori che altrimenti sarebbero rimasti ai margini della società.
Sostenere una struttura scolastica o un percorso didattico significa investire direttamente sulle persone. L’accesso a un’istruzione qualificata e inclusiva è ancora oggi un fattore determinante per superare le disuguaglianze socio-economiche di partenza, impedendo che le difficoltà finanziarie delle famiglie diventino una barriera insormontabile per la realizzazione dei giovani. Consapevole di questo snodo etico, la Fondazione ha consolidato nel tempo strumenti specifici come l'erogazione di borse di studio: contributi che superano la mera dimensione dell'aiuto economico per trasformarsi in veri e propri incentivi al talento, all'ispirazione e alle aspirazioni individuali.
Istituti Educativi e Imiberg
Un esempio emblematico di questo approccio integrato è il rapporto di collaborazione ultraventennale che unisce gli Istituti Educativi alla scuola Imiberg.
La sede dell'istituto, situata in via Santa Lucia, ai piedi di Città Alta, è un imponente complesso architettonico di proprietà della Fondazione, concesso a un canone agevolato a fronte degli interventi di riqualificazione realizzati dalla scuola.
Edificato all’inizio del secolo scorso grazie a un lascito benefico per dare una casa agli orfani. La prima pietra venne posata il 26 luglio 1914, due anni dopo l’opera era compiuta, ma gli orfani, affidati alla congregazione dei Giuseppini del Murialdo, dovettero attendere fino al 1919 prima di entrare, perché prima servì come ospedale militare per curare i feriti della Grande Guerra. La chiesa che si trova all’interno venne inaugurata il 7 giugno 1917, dal cappellano militare don Angelo Roncalli, il futuro Papa Giovanni.
Giovanni XXIII non è però l’unico santo a vegliare sull’ex “Trofio”, come un tempo lo chiamavano i bergamaschi. Nel punto più alto del chiostro, c’è la statua di Girolamo Miani (Emiliani), soldato veneziano di nobile famiglia, patrono universale della gioventù abbandonata. Più in basso una grande scritta in latino: “Pietas ad omnia utilis est”, che sembra stata messa lì per ricordare a chiunque la natura di quel luogo: la pietà (che non è il pietismo, ma uno sguardo umano sulle persone e sulle cose) è utile per ogni cosa. Sempre.
L’Imiberg, che sta per Istituto Maria Immacolata Bergamo, all’ex orfanotrofio è arrivata nel 2000, dopo aver lasciato la sede originaria di via San Tomaso. La bellezza dell’edificio era ormai limitata al contesto e tutto il resto lasciava molto a desiderare. I promotori della scuola si rimboccarono le maniche e, con l’aiuto di alcuni benefattori, trasformarono i grandi stanzoni in aule, rimisero in sesto muri e infissi, ricavarono nuovi bagni e così via. Un lavoro imponente sotto l’occhio attento degli Istituti Educativi per i quali quel grande immobile, ormai quasi vuoto, era diventato un pesante fardello.
Una comunità di genitori
L’Imiberg era nata quindici anni prima - figlia della Fondazione Maddalena di Canossa -, “ereditando” l’istituto delle Suore Canossiane. Un gruppo di giovani genitori si era messo in testa che sarebbe stato bello se i loro figli, i figli dei loro amici e i figli di tutti, avessero avuto la possibilità di crescere e imparare in un clima e in un luogo aperto e accogliente che li aiutasse a non fuggire dalla realtà, come in una sorta di comfort zone, ma nel quale imparare cercando con fiducia il bene.
Oggi l’Imiberg è gestita da una cooperativa di genitori che si riconoscono nella grande tradizione educativa della Chiesa. È una scuola bella, ma ha sempre voluto essere anche una bella scuola. Grazie alla fiducia di tante famiglie, anno dopo anno è cresciuta e offre opportunità per piccoli e grandi: la sezione Primavera, la Scuola dell’Infanzia, la Primaria, la Secondaria di primo grado (cioè le Medie), e quattro corsi di Scuola superiore, vale a dire il Liceo Scientifico tradizionale, il Liceo delle Scienze applicate, il Liceo Sportivo e l’Istituto tecnico economico. Tantissime anche le iniziative extra-scolastiche gestite dalla Polisportiva, dalla stessa scuola o da un’Accademia musicale. Per contenere tutti gli studenti, negli ultimi anni l’Imiberg ha dovuto sconfinare in alcune aule l’oratorio di Santa Lucia, che si trova lì accanto.
Formazione aperta al mondo
La sua identità è sempre quella di una scuola paritaria capace di entrare in dialogo coi tempi che viviamo e che aiuta a leggere il mondo, non semplicemente a starci dentro. Quotidianamente si confronta con altre realtà educative in Italia e all’estero e, tra le innovazioni didattiche più recenti, spicca l'introduzione del bilinguismo nella scuola dell'infanzia e nella primaria, esito di oltre vent'anni di progettazione pedagogica orientata all'internazionalizzazione.
Proprio nei giorni scorsi altre famiglie hanno aderito alla cooperativa convinte che – come dice Papa Leone - «oggi la sfida più grande è la custodia dell’umano». Rinnovando l’impegno che si erano assunti i fondatori trentacinque anni fa. Ed è confortante che in questa partita anche gli Istituti Educativi siano sempre in campo, con interventi di manutenzione straordinaria sull’immobile e ora anche con alcune borse di studio che potranno permettere anche a famiglie di reddito medio basso di frequentare l’Imiberg.
Come sottolineato da Ivan Tassi, Presidente di Fieb, «Restituire valore al territorio significa anche essere capaci di guardare al futuro e di investire nelle persone, nelle loro capacità e nelle loro possibilità». Un'alleanza concreta tra istituzioni patrimoniali, enti gestori e famiglie che dimostra come il lavoro di rete sia la chiave per costruire una comunità coesa, equa e orientata al bene comune.





























































