Uno spazio di inclusione e comunità che unisce accoglienza pastorale,
diritti e legami territoriali
Dietro ogni acronimo ci sono volti, storie e quotidianità.
A Bergamo, la realtà de "La Creta" nasce da un presupposto semplice ma fondamentale: rimettere al centro le persone. Persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender, eterosessuali e queer che vivono il territorio, frequentano le parrocchie, lavorano e costruiscono relazioni nei quartieri della città. Fratelli e sorelle nella fede che condividono i bisogni universali dell'essere umano: amare ed essere amati, ricevere riconoscimento sociale e familiare e crescere all’interno della propria comunità.
Nonostante i passi avanti sul piano sociale, molte persone lgbtq+ continuano ad affrontare ostacoli significativi, come discriminazioni, isolamento, un clima culturale talvolta ostile e la percezione di una rigidità ecclesiale. Risposte concrete e spazi protetti di ascolto diventano così essenziali per garantire il benessere emotivo e spirituale di ciascuno.
Una rete di ascolto sul territorio
Il nome "La Creta" trae ispirazione da un passo della Seconda Lettera ai Corinzi di San Paolo: "Portiamo un tesoro in vasi di creta".
Il tesoro è rappresentato dalla fede, mentre il vaso di creta simboleggia un'umanità fragile ma preziosa, fortemente caratterizzata dall'essere persone lgbte+ (dove la E indica anche le persone eterosessuali). L'obiettivo primario di questa esperienza bergamasca è l'accoglienza e il superamento del conflitto apparente tra appartenenza religiosa e identità sessuale.
L'approccio è aperto e non giudicante. In sintonia con i percorsi promossi dall'associazione "La Tenda di Gionata" (gionata.org), La Creta invita a vivere la propria spiritualità senza rinunciare alla propria condizione di vita.
L'affettività e la relazionalità vengono riconosciute come valori positivi capaci di far fiorire l'esistenza. Incontrare mensilmente chi condivide le medesime sfide aiuta a superare i sensi di colpa, ad abbattere il senso di solitudine e a sviluppare una visione serena di sé.
La risposta dei quattro gruppi
Per offrire risposte personalizzate alle diverse fasi della vita, La Creta si articola sul territorio in quattro contesti specifici:
Persone lgbtq+ (dal 2001), dedicato prevalentemente agli adulti (dai 35 anni in su), ha accolto negli anni oltre 150 persone, offrendo uno spazio di confronto continuo.
Coppie - Gruppo Famigliare (dal 2022), rivolto alle coppie omosessuali ed eterosessuali, fondato sulla convinzione che le dinamiche di cura e relazione dentro i rapporti di coppia siano universali.
Genitori (dal 2023), affianca i genitori con figli/e lgbtq+ che hanno fatto coming out o che affrontano la transizione di genere, aiutando le famiglie a rigenerare i propri legami con consapevolezza.
Giovani 18-25 (dal 2024), uno spazio aperto a tutti di dialogo sulle grandi domande di senso, rivolto a ragazzi lgbtq+, amici e coetanei in ricerca.
Il dialogo aperto con la Diocesi
L'esperienza de La Creta non vive ai margini, ma si inserisce pienamente nel tessuto ecclesiale locale. Dal 2019, per volontà del Vescovo di Bergamo, La Creta collabora con la “Commissione diocesana per una Pastorale con le persone lgbt+ e i loro genitori”, integrata nell'Ufficio diocesano per la Famiglia. Un segnale tangibile di sintonia con i percorsi di apertura avviati da Papa Francesco, che dimostra come l'integrazione e il rispetto reciproco possano trasformare i territori in luoghi di reale inclusione.
Per informazioni o contatti: gruppolacreta.bg@gmail.com
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Glossario
L’acronimo lgbtq+ è il risultato di un’evoluzione dei termini utilizzati per definire le persone non eterosessuali.
Negli anni ’60 la lotta per i diritti delle persone omosessuali veniva definito “movimento gay”, ma questo termine escludeva altre identità, per cui nel tempo si è ampliato.
Nel dettaglio, l’acronimo indica: lesbiche, gay, bisessuali, transgender (persone la cui identità di genere non corrisponde al genere che è stato determinato loro alla nascita), queer o questioning (indica persone che non si riconoscono nell’eterosessualità o nei ruoli di genere convenzionali) e infine il simbolo ‘+’ che indica tutte le identità non esplicitamente menzionate, come intersessuali, asessuali e molte altre.


























































