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Giorgio De Chirico. L'arte dell'enigma

Giorgio de Chirico, Il figliol prodigo, 1922 Tempera su tela, 87 x 59 cm, particolare © G. de Chirico by SIAE 2019

Una mostra a Palazzo Reale (MI) svela i misteri dell’inventore della metafisica

Rimasto estraneo a ogni più importante corrente artistica della sua epoca, Giorgio De Chirico è stato ispiratore intelligente ed eclettico. Nonostante il suo inconfondibile stile onirico sia alla base di quello che diventerà il Surrealismo, De Chirico non aderì a tale corrente, meritandosi l'appellativo di "Genio perduto".

È proprio su di lui che si concentra la mostra al via il 25 settembre a Palazzo Reale a Milano, che vuole gettare uno sguardo inedito sulla complessità del lavoro dell’inventore della metafisica. Saranno esposte opere provenienti dai principali musei internazionali tra cui il MOMA di New York, la Tate Modern di Londra, il Centre Pompidou di Parigi e The Menil Collection di Houston. Altri capolavori provengono da collezioni private e da musei italiani come la Pinacoteca di Brera, il Museo del Novecento di Milano, il MART di Rovereto, la GAM di Torino, la Peggy Guggenheim di Venezia, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

Dove nasce la metafisica

Le origini dell'arte metafisica corrono sui binari di una ferrovia greca: Giorgio De Chirico nacque infatti nel 1888 a Volos, dove il padre Evaristo era impegnato nei lavori per la costruzione della prima ferrovia della Tessaglia.

Giorgio frequentò il politecnico di Atene, città che diede i natali al fratello minore Andrea (scrittore conosciuto con lo pseudonimo di Alberto Savinio) e dove il padre ingegnere era incaricato della supervisione dei lavori per la ferrovia di Salonicco. Nel 1905, dopo la morte del capofamiglia, Giorgio si trasferì con la madre e il fratello in Germania e frequentò l'Accademia delle belle arti di Monaco di Baviera. Influenzato dall'opera di Nietzsche e dagli enigmatici dipinti di Arnold Böcklin, De Chirico dipinse il suo primo quadro metafisico a Firenze, dove soggiornò con il fratello nel 1910. Si tratta di "Enigma di un pomeriggio d'autunno", ispirato - così vuole la leggenda - da una visione avuta in Piazza Santa Croce.

Nei dipinti metafisici di De Chirico un vento silente pare soffiare sopra deserte piazze italiane, immerse in una strana luce che crea un alone di mistero e ambiguità. Le statue classiche e le locomotive fumanti sullo sfondo, accostano classicità e modernità, e provengono dai suoi ricordi d'infanzia in Grecia.

I quadri di De Chirico attirarono l'attenzione del poeta Guillaume Apollinaire. Fu lui a definire “metafisica” la nuova arte, per quel suo modo di creare un mondo non percepibile dai sensi. All'illustre poeta francese, De Chirico dedicò un ritratto, anch'esso da decifrare come un rebus. Caratteri distintivi dell'opera di De Chirico sono l'associazione di oggetti diversi che sconvolgono i canoni della prospettiva e della logica e le solitarie, malinconiche presenze umane sulla scena. Durante gli anni ferraresi della Prima Guerra Mondiale, metafora della solitudine umana diventarono i manichini, come in Ettore e Andromaca e Le muse inquietanti.

Le mostre dei contemporanei in Lombardia

Contemporaneo di De Chirico, di provenienza e stile completamente diversi, è Renato Guttuso, nato nel 1911 in Sicilia e divenuto famoso con la sua arte neorealista. Fino al prossimo gennaio saranno esposti a Varese, presso i Musei Civici di Villa Mirabello, le ventuno opere della Fondazione Pellin, collezionista e amico dell’artista. Per chi invece ama l’arte più concettuale, presso la Pinacoteca Civica di Como, fino al 24 novembre è possibile visitare la mostra: “Mario Radice: il pittore e gli architetti”. L’artista comasco, nato nel 1898, è uno dei capiscuola del primo astrattismo italiano; la sua opera è anche ricca di esperienze progettuali. La mostra vuole omaggiare la felice collaborazione dell’artista con i suoi amici architetti.

Cristina Cireddu

 

ARTE IN MOSTRA

Mostre in Lombardia... e non solo
  • Voghera Fotografia 2019. L’edizione 2019 di Voghera Fotografia coinvolgerà l’intera città con un programma ricchissimo di iniziative. Voghera - Castello Visconteo - piazza Della Liberazione. Dal 14 settembre al 6 ottobre 2019
  • Matthias Herrmann. Aemulatio e Emulsione. Il lavoro visivo dell’artista tedesco parla di narrazioni, delle storie dietro, dentro e intorno a un’immagine. Mantova - Complesso Museale Palazzo Ducale - Piazza Sordello, 40. Fino al 6 Ottobre 2019
  • West East. Equivoci e complicità Il Museo invita il pubblico a immergersi nel caleidoscopio di immagini selezionate da GENDA magazine: un dialogo seducente e misterioso, espressione visuale di un mondo globalizzato e al tempo stesso frammentato. Cinisello Balsamo - Museo di Fotografia Contemporanea - via Frova 10. Fino al 20 Ottobre 2019
  • Caravaggio Experience Un viaggio esplorativo ospitato nella cornice del Castello di Desenzano alla scoperta delle tecniche, dei temi e dei segreti di uno dei più grandi innovatori della storia dell’arte. Una spettacolare video-installazione immergerà il pubblico in cinquantotto opere e nella vita di Michelangelo Merisi. Castello di Desenzano - via Castello. Fino al 20 Ottobre 2019
  • “Laudato si’. Tra bellezza e grido” Il progetto, ideato da Angelo Piazzoli, richiede la collaborazione di artisti contemporanei scelti da Fondazione Creberg per consonanza di ricerca, coerenza e linguaggio espressivo. Gli artisti sono chiamati a mettere a disposizione lavori storici, lavori recenti ma anche opere ideate ad hoc in uno scambio reciproco tra gli attori coinvolti. Bergamo - sedi varie. Fino al 10 Novembre 2019 
Settembre 2019

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