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A visual protest. The art of Banksy

A visual protest. The art of Banksy

Al MUDeC di Milano la prima monografica dedicata all’artista in Italia

“Penso che un museo non sia il luogo adeguato per ammirare l’arte”: questo aveva dichiarato Banksy in un’intervista di qualche anno fa al quotidiano inglese The Guardian. Il più noto street artist del mondo, che in oltre vent’anni di attività ha regalato a decine di città le sue splendide opere illegali, non poteva che ribadirsi indipendente dai circuiti artistici ufficiali e fedele alla miglior sede espositiva possibile per la sua arte: la strada. Tenendo conto di ciò, non suona affatto strano che la mostra “A visual protest. The art of Banksy”, visitabile al MUDeC di Milano fino al 14 aprile 2019, non sia stata autorizzata dall’artista, come del resto tutte quelle che sono state dedicate a lui fino a ora.
Non è infatti la prima volta che un museo organizza una mostra sull’artista inglese, sebbene questa modalità espositiva in passato abbia fatto discutere (si pensi al dibattito scatenato per la mostra a Bologna del 2016): secondo alcuni, esporre opere di street art in un museo non sarebbe opportuno, in quanto in contrasto con l’animo stesso di questa forma d’arte: nata negli anni Novanta come evoluzione del graffitismo e sospesa tra vandalismo e libertà di espressione, l’arte di strada appartiene per definizione al contesto urbano ed è dedicata a chi lo attraversa e lo vive.

Pro-vocare: dal latino chiamare a sé

La sfida degli street artist sta nel riuscire ad attrarre lo sguardo rapido dei passanti per provocarli, scuotere le coscienze, sensibilizzare verso problemi che dovrebbero interessare tutti. In questo, Banksy è un vero fuoriclasse: abilissimo nel mettere a nudo l’arroganza del potere e le umane ipocrisie così come nel rappresentare i controsensi del mondo occidentale, l’artista nei suoi lavori gioca a decontestualizzare e ricontestualizzare oggetti e personaggi per generare sarcastici black-out che spiazzano l’osservatore.

Nell’epoca delle tecnologie digitali e delle condivisioni su media e social network, la street art è divenuta un fenomeno planetario e Banksy, artista dallo stile inconfondibile, è diventato un’icona internazionale del nostro tempo.

E l’enorme interesse suscitato da opere sue e di altri street artist tra appassionati e intenditori ha determinato l’ingresso di questo movimento artistico proveniente “dal basso” nella storia dell’arte istituzionale; questo riconoscimento ha dato il via a dibattiti critici, progetti di studio e retrospettive dedicate all’argomento.

Banksy al MUDeC

La mostra del MUDeC, curata da Gianni Mercurio e promossa dal Comune di Milano e da 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, racconta l’opera dell’artista inglese attraverso due coordinate principali: dando rilievo alla relazione tra le opere e i luoghi del mondo per i quali sono state realizzate e proponendo una collocazione del lavoro dell’artista all’interno della storia dell’arte contemporanea.
Le opere esposte sono circa 80, provengono tutte da collezioni private (nessuna opera è stata staccata illegittimamente da spazi pubblici) e sono accompagnate da oggetti, fotografie, video e molto altro; il percorso si sviluppa attraverso sezioni tematiche e si conclude con uno spazio multimediale che racconta i luoghi del mondo in cui Banksy ha operato, evidenziando come il genius loci sia un aspetto fondamentale per comprendere il significato delle opere dell’artista.
È la prima volta che un museo italiano dedica una mostra monografica a Banksy e la grande affluenza di pubblico sta dimostrando che la scelta è stata azzeccata, per questo motivo è consigliato prenotare il biglietto on-line.
E se andrete a vedere la mostra, oltre ad osservare le opere esposte, date un’occhiata anche agli altri visitatori... Senza saperlo, potreste trovarvi fianco a fianco a uno sconosciuto d’eccezione: sembra incredibile ma pur essendo una celebrità, Banksy è riuscito a mantenere segreta la sua identità e si dice che, pur disapprovando le mostre a lui dedicate, approfitti dell’anonimato per andare a visitarle!

Livia Salvi

 
Didascalia foto > Autore: Banksy - Titolo opera: Love Is In the Air (Flower Thrower) - Anno: 2003 - Tecnica: Limited edition screenprint - Misure: 50 x 70 cm Collocazione: Butterfly Art News Collection - Credito fotografico: Butterfly Art News Collection
 
Mostre in Lombardia e non solo
  • Sotto il cielo d’Egitto. Emanuela Rollandini propone una mostra dossier di notevolissimo interesse. La “Madonna con Bambino”, ambientata nel volgersi della Fuga in Egitto ritrovata sarà affiancata da altre due opere, sempre di soggetto sacro, di Francesco Hayez, entrambe provenienti dall’ambito trentino. Trento - Castello del Buonconsiglio. Fino al 24 febbraio 2019
  • Wahrol & Friends. In mostra eccessi, trasgressioni e mondanità della New York degli anni Ottanta. Bologna - Palazzo Albergati. Fino al 24 febbraio 2019
  • Hokusai, Hiroshige. Oltre l’onda. La pittura ukiyoe dei più celebri nomi dell’arte giapponese in Occidente. Bologna - Museo Civico Archeologico. Fino al 3 marzo 2019
  • Romanticismo. La prima mostra mai realizzata sul contributo italiano al movimento che, preannunciato alla fine del Settecento, ha cambiato nel corso della prima metà dell’Ottocento la sensibilità e l’immaginario del mondo occidentale. Milano - Gallerie d’Italia/Museo Poldi Pezzoli. Fino al 17 marzo 2019.
  • A visual protest. The art of Banksy. Per la prima volta un museo italiano dedica una mostra monografica al celebre street artist inglese. Milano - MUDeC. Fino al 14 aprile 2019.
  • Thomas Struth - Nature & politics. Mostra fotografica sulle opere dell'artista tedesco, che rappresentano avanguardia, sperimentazione e innovazione. MAST di Bologna. Dal 2 febbraio al 22 aprile 2019. 
Febbraio 2019

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