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“Io faccio così” e cambio stile… di vita

L’11 settembre 2015 in occasione de I Maestri del Paesaggio, Daniel Tarozzi fa tappa a Bergamo e incontra la rete di Cittadinanza Sostenibile

L’11 settembre 2015 in occasione de I Maestri del Paesaggio, Daniel Tarozzi fa tappa a Bergamo e incontra la rete di Cittadinanza Sostenibile

Un giovane giornalista, un camper, una telecamera e la curiosità di vedere i volti di quell’Italia di cui sempre più spesso si parla nelle conferenze, nei libri e sul web, quell’Italia che quotidianamente cerca nel cambiamento virtuoso una vita possibile.

Questa la storia di Daniel Tarozzi che per sette mesi dal settembre 2012 all’aprile 2013 ha girato il Belpaese in lungo e in largo, isole comprese, alla ricerca di tutte quelle esperienze di vita un po’ alternativa, di autoproduzione, di ritorno alla campagna, di politica virtuosa, di riduzione dei consumi, di riscoperta del senso della vita e di condivisione, esperienze di una società più sostenibile. Il racconto di un Paese diverso poi confluito in un libro “Io faccio così. Viaggio in camper alla scoperta dell’Italia che cambia”.

Viviamo nell’Italia della dicotomia: da un lato siamo abituati a una sorta di tappeto cantilenante di sottofondo che dal panettiere come al telegiornale o alla convention politica puntualmente ci parla di un Paese decadente e arreso, di Neet apatici, di fatica, di quanto prima le cose andassero meglio e di quanto il massimo della vita sia finire in un reality show. Dall’altro percepiamo sottotraccia un fermento, un bel vociare che si sta facendo sempre più coraggioso e consistente da parte di un’Italia complessa, variegata e multiforme che con un sonoro “io faccio così” testimonia il suo concreto cambiamento.

«Ho sempre lavorato sul web e parlato delle realtà virtuose del nostro Paese – ci racconta Tarozzi – sentivo però l’esigenza di partire per vedere con i miei occhi queste persone di cui spesso avevo parlato e capire che cosa accomunasse i “downshifter”, i decrescenti, i bioregionalisti, i comuni virtuosi, i “transizionisti”, il cohousing, l’orto urbano, l’esperienza radicale dell’ecovillaggio e quella integrata del manager di Milano».

Daniel Tarozzi parte, alla mano un database di realtà interessanti sul territorio italiano, ma poi il passaparola lascia spazio all’improvvisazione e a nuove scoperte. L’unico punto imprescindibile: incontrare realtà in cui progetti di cambiamento fossero già in atto e rappresentassero modelli potenzialmente replicabili. «Ho trovato la capacità di sognare e soprattutto realizzare l’impossibile, molta determinazione ma anche senso di isolamento; manca la consapevolezza di essere parte di un momento storico, di un movimento transregionale ed è forte l’esigenza di essere rappresentati politicamente, di essere comunicati e creare rete».

Il libro è quindi un’introduzione a questo mondo, mentre il sito www.italiachecambia.org vuole esserne il naturale proseguo. Si tratterà di una piattaforma web composta da un blog aggiornato con le moltissime esperienze di chi dice “Io faccio così” e da una mappa che geolocalizza tutte le realtà virtuose, regione per regione, con lo scopo, appunto, di creare rete, contatti e massa critica. «Unendosi, collaborando si acquisisce rappresentanza e forza politica pur mantenendo una linea trasversale, apartitica e liquida. Lo scopo è creare strumenti online e offline che permettano un’aggregazione più per progetti condivisi che per identità».

Le radici del cambiamento

Quasi i due terzi delle quattrocento realtà incontrate testimoniano che i sentori di questa esigenza di cambiamento risalgono già al 2007; un dato inaspettato se pensiamo che tendenzialmente è la crisi del 2008 a sancire il momento spartiacque nel cambiamento dello stile di vita di molti italiani. «La crisi ha forse accelerato e reso visibile qualcosa che già c’era, non è stata l’input principale; senza la pretesa di un’indagine sociologica, il motivo che sembra aver spinto molti a scegliere una vita diversa, a crearsi un’alternativa, è un disagio esistenziale per una società frustrante che non lascia spazio alla gratificazione professionale né tanto meno alla realizzazione personale».

La crisi, in effetti, è più spesso usata come giustificazione a uno stato di impasse generale, assume i connotati della facile autocommiserazione che certo non giova a rinvigorire un’economia già di per sé debole e affaticata. «Quello che ho imparato è che la cooperazione vince sulla competizione; condividere è necessario e utile ed è forse l’unica vera alternativa al sistema economico esistente, basato sul consumismo. Certo la sharing economy, come la green economy, è diventata alla moda quindi spesso strumentalizzata; resta il fatto che prende istanza da un’esigenza reale ed è interessante analizzare proprio il processo che l’ha portata alla ribalta».

Il potere dei sogni realizzabili

Il messaggio che il libro di Tarozzi trasmette è forte e non lascia spazio ad ambiguità: uscire dal modello consumistico esistente, “dal disegno”, è possibile. «Senza cadere nei facili slogan, si può davvero fare qualsiasi cosa; occorre essere consapevoli che ci sono due modelli e scegliere da che parte stare».

Dalle esperienze più radicali, ai piccoli cambiamenti significativi che tutti potrebbero adottare senza stravolgere le proprie vite, Daniel nel suo viaggio ha incontrato un’Italia sfaccettata ma mai arresa: «A Scampia ho lasciato il cuore: qui ho incontrato Barbara Pierro fondatrice di ‘Chi Rom e chi No’, associazione che è riuscita nella missione impossibile di integrare i Rom a Scampia; in Toscana ho incontrato Il GAT (Gruppo Acquisto Terreni) di cinque amici che hanno recuperato un rudere trasformandolo in azienda agricola autosufficiente; in Emilia Romagna a Monteveglio ho incontrato invece Cristiano Bottone, referente del movimento Transition Town in Italia». E tante altre se ne potrebbero aggiungere di realtà virtuose che hanno deciso di passare all’azione e concretizzare quelle che molti definirebbero solo utopie.

Che cosa rimane dopo un viaggio così? «Sicuramente ho imparato che è inutile soffermarsi sui problemi, ma bisogna concentrarsi sulle possibilità; non bisogna chiedersi “Se”, bensì “Come” e sognare sogni realizzabili pensando che i limiti possono essere superati e spesso occorre solo cambiare prospettiva, cercare vie non convenzionali per capire che è possibile fare ciò che si ama».

Mara D’Arcangelo

 

 

daniel.jpgDaniel Tarozzi a Bergamo

Città Alta, 11 settembre 2015

 

L’autore de “L’Italia che cambia” incontra Cittadinanza Sostenibile, la rete di associazioni della bergamasca attiva per promuovere una società e un’economia più solidale, più rispettosa delle persone, del lavoro dei produttori e dell’ambiente, capace di valorizzare il proprio territorio, rendendolo partecipe e consapevole.

Il programma prevede al mattino l’allestimento di stand informativi in piazza Vecchia, mentre nel pomeriggio si terranno le presentazioni di alcuni progetti di ricerca nati dalla collaborazione tra l’Università di Bergamo e Harvard, cui seguirà la tavola rotonda con il giornalista Daniel Tarozzi. Per finire un laboratorio del gusto a cura di Slow Food e la sera le proiezioni di alcuni cortometraggi del concorso “Lofacciobenecinefest”.

Luglio 2015

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