Al BoPo di Ponteranica l’evento New Wave 2026
140 cooperatori a confronto su comunità, partecipazione e democrazia
Quanto la cooperazione è capace di stimolare la partecipazione, interrogandosi anche su ciò che offre alle nuove generazioni? È attorno a questa provocazione che si è sviluppata la nuova edizione di New Wave, l’happening delle cooperative bergamasche, organizzato lo scorso 24 luglio da Confcooperative Bergamo e CSA Coesi con il contributo dei consorzi Solco Città Aperta, Ribes, Solco del Serio, Cum Sortis e Gruppo IN.
Oltre 140 cooperatrici e cooperatori si sono dati appuntamento al Bopo di Ponteranica per una serata di confronto, condivisione, incontro e musica dal vivo.
Un luogo rigenerato per le persone
Una cornice non casuale: l’ex bocciodromo, riqualificato dalle cooperative Alchimia e Lavorare Insieme in collaborazione con il Comune, è oggi un progetto imprenditoriale cooperativo che affianca all’attività di bar, pizzeria e ristorante una forte vocazione sociale e comunitaria. Uno spazio polifunzionale costruito insieme alle realtà del territorio per promuovere occasioni di socialità, cultura e inclusione, con un’attenzione particolare a minori e famiglie, giovani, anziani e persone con disabilità o fragilità. Un luogo, quindi, coerente con il filo conduttore dell’edizione 2026 di New Wave: “Democrazie, esseri umani, comunità. Generare partecipazione per costruire il futuro”.
Immaginare il futuro per agire
Ad aprire la serata è stato il presidente di Confcooperative Bergamo, Lucio Moioli, con un intervento sul coinvolgimento dei giovani nella vita cooperativa e, più in generale, sulla vita delle proprie comunità.
Dopo l’introduzione di Simone Pezzotta, di Confcooperative Bergamo, il confronto ha visto protagonisti Filippo Barbera, professore di Sociologia economica e del lavoro all’Università di Torino e direttore della rivista “Dissonanze”, e Francesca Paini, cooperatrice sociale e socia dell’Italian Institute for the Future. A moderare il dialogo Mauro Magistrati, di Confcooperative Bergamo.
Il confronto ha preso le mosse dalle riflessioni contenute nel volume “Le piazze vuote. Ritrovare gli spazi della politica” per interrogarsi sulle condizioni che possono oggi riattivare la partecipazione. A partire da un possibile rovesciamento di prospettiva: non è necessariamente la partecipazione a generare il futuro, ma può essere proprio la capacità di immaginare un futuro desiderabile, credibile e collettivo a spingere le persone a partecipare.
Da qui il dialogo si è allargato al rapporto tra individuo e comunità, alla necessità di ricostruire un “noi” capace di tenere insieme libertà individuali, relazioni e responsabilità reciproche, fino al tema della democrazia e all’indebolimento di alcune delle sue funzioni essenziali: rappresentare, mediare, organizzare il conflitto e trasformare le domande sociali in decisioni collettive.
Oltre l'erogazione dei servizi
Al centro anche il ruolo della cooperazione e la necessità di interrogarsi sulla sua funzione oltre la dimensione imprenditoriale e l’erogazione di servizi: non solo un modello d’impresa, dunque, ma un soggetto capace di attivare le persone, ridistribuire potere, costruire alternative e contribuire a rendere nuovamente immaginabile un futuro comune. Il dibattito si è concluso con l’intervento di Nicole Personeni, di Confcooperative Bergamo, prima di lasciare spazio alla musica.
A dare il via ai live è stata Ginevra, cantautrice torinese che ha portato sul palco un repertorio nel quale elettronica, pop d’autore e ricerca sonora si intrecciano in una cifra stilistica personale. A chiudere la serata Cristiano Godano, cantautore, scrittore e storico frontman dei Marlene Kuntz, protagonista di uno dei percorsi più riconoscibili del rock italiano degli ultimi trent’anni.


























































