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Bosch e un altro Rinascimento

Il ‘pittore dei sogni e degli inferni’ in mostra a Palazzo Reale di Milano fino al 12 marzo 2022, con alcune opere per la prima volta in Italia

II nome di Bosch non può non evocare scene allucinanti popolate da creature mostruose, umani scomposti, boschi in fiamme, situazioni paradossali, ibridi e chimere, vizi e redenzioni. I dipinti caotici del pittore quattrocentesco, chiamato anche “il pittore dei sogni e degli inferni”, offrono un’immagine molto diversa da quella di equilibrato classicismo e bellezza ideale che la tradizione associa a quel determinato periodo storico-artistico, il Rinascimento, classicamente concepito come un periodo uniforme e monolitico.

L’eccezionale mostra “Bosch e un altro Rinascimento”, allestita negli ambienti suggestivi di Palazzo Reale di Milano e inaugurata lo scorso 9 novembre, ci descrive, invece, un Rinascimento alternativo, lontano da quello governato dal mito della classicità, a riprova dell’esistenza di una pluralità di Rinascimenti con centri artistici diffusi in tutta Europa. La fama di Bosch non inizia nelle Fiandre, dove l’artista nasce nel 1450, ma nell’Europa meridionale, precisamente in Spagna e in Italia. Ed è proprio in Italia che il linguaggio fantastico e onirico di Bosch trova il terreno fertile per diventare modello figurativo e culturale del suo tempo.

Nelle visioni grottesche dell’immaginario boschiano, vengono messi in scena i conflitti dell’uomo verso le regole imposte dalla morale sociale e religiosa dell’epoca (siamo all’alba della Riforma Luterana), secondo cui le tentazioni e gli errori sono sempre in agguato, pronti a rovinare le anime degli uomini. Nelle scene pittoriche di Bosch, allo stesso tempo religiose e profane, prendono forma le angosce e le inquietudini di un’epoca di fibrillazione culturale, ma terrorizzata dalla punizione divina che, nella sua estremizzazione, si popola quindi di esseri crudeli, ma anche di figure purissime come giovani senza vesti e senza pudori: insomma un mondo che porta in sé tutte le contraddizioni di un universo dove il bene e il male si affrontano assiduamente. Ed è questa la complessità che il percorso espositivo della mostra milanese si prefigge di dimostrare, riunendo alcuni tra i più rari dipinti dell’enigmatico artista, nonché diverse opere di suoi allievi e seguaci.

La mostra mette in dialogo capolavori tradizionalmente attribuiti al maestro con importanti opere di altri pittori fiamminghi, italiani e spagnoli, in un confronto che intende spiegare al visitatore quanto l’‘altro’ Rinascimento - non solo quello italiano - abbia influenzato grandi artisti come Tiziano, Raffaello, El Greco e altri ancora. Bosch è infatti autore di pochissime opere universalmente a lui attribuite e conservate nei musei di tutto il mondo. Proprio perché così rari e preziosi, difficilmente i capolavori di questo artista lasciano i musei cui appartengono. Per esempio, il dipinto che apre il percorso, il Trittico delle Tentazioni di Sant’Antonio, solo un paio di volte ha lasciato il museo di Lisbona che lo custodisce e per la prima volta approda in Italia. Così come anche il Trittico del Giudizio Finale in prestito da Bruges; la tavola Meditazioni di San Giovanni Battista dal museo Galdiano di Madrid; il Trittico degli Eremiti dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia. E ancora più raramente si ha la possibilità di vedere queste opere riunite in un’unica esposizione.

"È anche attraverso lo scambio di opere d’arte che l’arte e la cultura svolgono il loro ruolo di vettori di crescita e di strumenti di relazione tra le città e le nazioni, portando avanti il processo di arricchimento di un paese”, ha affermato l’assessore alla Cultura di Milano Tommaso Sacchi. “Il progetto di questa mostra è il frutto di un processo di cooperazione internazionale durato cinque anni, che ha prodotto un’esposizione preziosa dal taglio assolutamente originale, in grado di raccontare ai visitatori un Rinascimento diverso rispetto a quello che ha visto i propri fasti in Italia tra il Quattro e il Cinquecento, creando orizzonti nuovi di conoscenza e bellezza".

Però attenzione: alcune opere dovranno rientrare nelle loro sedi museali prima della chiusura della mostra. Se non volete perdere l’occasione di ammirare Meditazioni di san Giovanni Battista e La Visione di Tundalo avete tempo fino al 12 febbraio, mentre gli arazzi Assalto a un elefante turrito e Scena con elefante rimarranno in mostra solo fino al 29 gennaio.

Nessun limite di tempo, invece, per lasciarvi affascinare dal resto delle opere esposte, un centinaio tra dipinti, sculture, arazzi, incisioni, bronzetti, volumi antichi e oggetti rari e preziosi provenienti da collezionisti privati. La proliferazione di oggetti eclettici che ha caratterizzato la moda delle collezioni tipiche del gusto cinquecentesco viene evocata nell’ultima sala, allestita come fosse una originale Wunderkammer, grazie alla collaborazione del Museo di Storia Naturale di Milano e delle Raccolte del Castello Sforzesco.

La presenza di una trentina di oggetti da ‘camera delle meraviglie’ riporta a un confronto immediato con la rappresentazione caotica e irrealistica di uno dei capolavori più impegnativi di Bosch: Il giardino delle delizie, presente in mostra nella doppia versione di un dipinto coevo e di un arazzo. Degno di menzione anche Trìptiko. A vision inspired by Hieronymus Bosch, opera audiovisiva installata a conclusione del percorso e ideato dagli artisti Karmachina, che racconta il viaggio nel mondo onirico del pittore fiammingo riportandone in vita i dipinti grazie a tecniche di animazione digitale.

L’esposizione, che nasce sotto la direzione artistica di Palazzo Reale e del Castello Sforzesco, è curata da Bernard Aikema, professore di Storia dell’Arte Moderna presso l’Università di Verona, Fernando Checa Cremades, professore di Storia dell’Arte all’Università Complutense di Madrid e già direttore del Museo del Prado, e Claudio Salsi, direttore del Castello Sforzesco, Musei Archeologici e Musei Storici e docente di storia dell’incisione presso l’Università Cattolica di Milano.

I tre curatori, data la complessità della lettura dell’opera di Bosch e degli altri artisti, hanno aggiunto un ulteriore strumento di accompagnamento alla visita: durante i weekend, un gruppo di mediatori culturali accompagneranno il pubblico in una lettura più approfondita e tematica delle opere esposte, un percorso di osservazione complementare alla visita guidata e all’audioguida, in quanto contempla un ruolo attivo del visitatore, chiamato a relazionarsi con l’operatore in un dialogo di arricchimento e scoperta reciproca. Sono previsti inoltre laboratori didattici creati appositamente per i visitatori più piccoli.

“Bosch e un altro Rinascimento”, Palazzo Reale di Milano, dal 9 novembre 2022 al 12 marzo 2023

Info e orari: www.mostrabosch.it - www.palazzorealemilano.it

Sheela Pulito

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