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La Carta dei Consumi Sostenibili di Bergamo

Un documento elaborato con gli attori del territorio bergamasco attraverso tavoli di confronto tra A2A e i rappresentanti della società civile

Non solo lato azienda, ma anche lato consumatori e cittadinanza: per compiere una transizione verso un’economia meno dipendente da fonti fossili è indispensabile che la cittadinanza, intesa sia come somma di consumatori privati (comprese aziende e uffici) sia come comunità di persone consapevoli e responsabili, partecipi a pieno titolo ai cambiamenti nelle abitudini di vita e di consumo.

Per questo motivo, al fine di rendere efficaci e fruite le soluzioni tecnologiche che vengono messe a disposizione dalle nuove imprese della green economy, una parte importante delle svolte in atto passa anche dal conoscere e considerare il punto di vista dei consumatori e dei cittadini, capire le loro esigenze o le loro remore nel cambiare abitudini o nel fare scelte di investimento o spesa di un certo tipo, piuttosto che di un altro.

Quali sono le motivazioni alla base dei cambiamenti nelle scelte di consumo o di acquisto? Quali canali informativi meglio utilizzare? Quali sono le informazioni che sono più utili da comunicare in un contesto di sovraesposizione mediatica di queste tematiche? Come rendere consapevole il cittadino del proprio ruolo rispetto alla complessità della transizione ecologica ed energetica?

Sono alcune delle domande alla base di un confronto che A2A ha sviluppato nel corso dell’ultimo anno chiamando a raccolta una serie di interlocutori della società civile e delle istituzioni, proprio per focalizzare a livello locale una serie di temi e di riflessioni in merito, con l’obiettivo di evidenziare le problematiche e le possibili soluzioni per promuovere un consumo più sostenibile dell’energia.

Sono stati quindi costituiti gli Advisory Board Consumi Sostenibili, che vedono la partecipazione di una diversificata serie di rappresentanti d’interesse mossi da questo comune obiettivo. A2A ha avviato tre tavoli di confronto con gli stakeholder di Milano, di Brescia e di Bergamo: nella bergamasca hanno preso parte ai lavori: Adiconsum, Ance - Associazione Costruttori Edili, Cesvi Fondazione Onlus, Comune di Bergamo, Confindustria Bergamo, Federconsumatori, Festival della Sostenibilità e infoSOStenibile, Legambiente Bergamo, Università degli studi di Bergamo.

Ne è scaturita una “Carta dei Consumi Sostenibili”, che rappresenta un documento di sintesi, che riassume il percorso di ascolto e confronto intrapreso in questi mesi, e di indirizzo verso azioni comuni e concrete da realizzare insieme agli stakeholder. Gli incontri degli Advisory Board si sono svolti intorno a sei tematiche valutate come utili all’obiettivo: la ricerca di dati per un’analisi di scenario condivisa, l’indagine sulle abitudini di consumo, le soluzioni di mercato esistenti a disposizione di cittadini e imprese, la soluzione offerta dai sistemi di teleriscaldamento e la novità delle comunità energetiche rinnovabili.

La carta dei consumi in 6 punti

Il primo punto della Carta dei consumi sostenibili riguarda l’esigenza di avere informazioni aggiornate circa l’andamento dei consumi per dedurre degli scenari verosimili. È emerso la necessità a livello locale di raccogliere in maniera capillare dati sui consumi, sul grado di efficientamento e di penetrazione delle nuove tecnologie. Tutti gli scenari analizzati evidenziano una graduale elettrificazione dei consumi energetici, la forte crescita delle fonti di energia e sottolineano di conseguenza l’importanza dell’adeguamento della rete di trasmissione elettrica sia per quanto riguarda il trasporto su grandi distanze sia per i centri urbani con l’installazione di nuove reti di distribuzione e cabine elettriche. Gli studi evidenziano anche il ruolo fondamentale che avranno in questo scenario gli impianti di accumulo.

Secondo punto fondamentale riguarda il potere delle buone abitudini: da un’indagine a livello sia locale che nazionale, in collaborazione con l'istituto di ricerca SWG, si sono valutati i risultati della provincia bergamasca su scelte e temi quali ambiente, mobilità, comportamenti individuali. Complessivamente i dati confermano una diffusione della cultura della sostenibilità decisamente superiore alla media nazionale e tra le considerazioni emerse dal confronto con gli stakeholder si sottolinea la necessità di utilizzare canali di comunicazione diversificati per raggiungere tutti gli strati della popolazione, anche quella anziana che non ha consuetudine a utilizzare i canali digitali, ad esempio facendo leva sulle reti di prossimità e di quartiere, oltre che sulle scuole, con gli studenti che possono efficacemente trasferire le buone pratiche in famiglia. Importante inoltre saper evidenziare le motivazioni e i benefici che possono derivare da comportamenti virtuosi: benefici economici per il singolo e benefici ambientali per la collettività.

Altri due temi presi in esame sono stati l’analisi delle soluzioni tecnologiche e non solo, a disposizione rispettivamente dei cittadini e delle aziende, per consumi energetici più sostenibili.

Le valutazioni delle possibilità per i singoli cittadini di ridurre i propri consumi energetici si basano sulle tecnologie di efficientamento oggi presenti sul mercato, che sono riconducibili a interventi di sostituzione delle apparecchiature meno efficienti con quelle di ultima generazione e a interventi strutturali che vengono in aggiunta a quanto già presente: caldaie a condensazione, pompe di calore, per riscaldare e raffreddare gli ambienti in sostituzione dei condizionatori tradizionali, illuminazione LED, elettrodomestici ad alta efficienza, per ridurre i consumi di energia e di acqua.

Per quanto riguarda gli interventi strutturali si possono individuare: impianti fotovoltaici, efficientamento degli edifici in particolare per quanto riguarda la dispersione termica attraverso l’isolamento della superficie esterna «a cappotto» oppure con la sostituzione degli infissi con altri più performanti, nonché l’adozione di impianti più efficienti per il riscaldamento o per il raffrescamento. Importanti sono anche le soluzioni per monitorare i consumi in maniera molto precisa in tempo reale da remoto, utilizzando delle app che possono essere collegate a qualsiasi smartphone.

Se molte di queste soluzioni sono adatte anche per le stesse aziende, in particolare per quest’ultime si possono promuovere maggiormente le possibilità legate sia all’installazione di pannelli fotovoltaici sui propri tetti ma a carico di un operatore per la transizione energetica, sia alla possibilità di stipulare contratti di acquisto di energia rinnovabile a medio e lungo termine (fino a 20 anni) tra un soggetto produttore – che possiede l’impianto rinnovabile – e un soggetto acquirente (azienda).

Altro importante tema è il teleriscaldamento, ampliando il sistema degli accumuli, che è una delle soluzioni per rendere più sostenibili le nostre città in quanto riduce le emissioni di CO2, consentendo di recuperare quel calore disponibile localmente che altrimenti andrebbe disperso. Obiettivo è continuare il progetto di ricerca avviato con l’Università di Bergamo per identificare e mappare le fonti di calore presenti nell’area di Bergamo che possano essere integrate nella rete cittadina.

Infine le Cer, Comunità Energetiche Rinnovabili, sono l’ultima tematica affrontata: una soluzione che necessita di essere ulteriormente sviluppata sulla base dei nuovi decreti attuativi, ma che presuppone anch’essa una rete territoriale che coinvolga attivamente la società civile e le amministrazioni comunali.

Il documento è scaricabile a questo link: http://infosostenibile.it/carta-a2a
 

Ottobre 2023

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