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Nessuna dieta è perfetta. Quando è necessario integrare la Vitamina B12?

Le diete vegane o vegetariane, piuttosto che alcune categorie (fumatori, anziani, etc) potrebbero necessitare di integrazioni di questa vitamina essenziale

Tutte le vitamine delle quali abbiamo bisogno possono essere garantite dal cibo che noi introduciamo ogni giorno. Ricordiamo che la vitamina D, invece, è per la maggior parte sintetizzata nella cute a seguito dell’esposizione solare e può solo in piccola parte essere assunta tramite gli alimenti.

Soprattutto negli ultimi anni si è discusso sul ruolo di una vitamina in particolare: la vitamina B12.

A oggi dimostrazioni scientifiche e ricerche hanno documentato che un’integrazione di vitamina B12 può risultare necessaria in diversi contesti e non solo in una dieta priva di carne.

La vitamina B12 è un composto organico idrosolubile prodotto dai batteri ed è l’unica molecola che contiene cobalto (da cui il nome cobalamina, Cbl).

Fu scoperta durante gli studi su una malattia denominata anemia perniciosa, ovvero un disordine gastrico in cui si presenta un malassorbimento di cobalamina per mancanza del fattore intrinseco (FI) secreto dallo stomaco.

Nell’ambito dell’alimentazione una dieta che elimina la carne e pesce, fa riferimento a due modelli principali che risultano essere i più diffusi e studiati in letteratura.

Modello Latto-Ovo-Vegetariano (LOV): esclude tutti i tipi di carne ma include latte e derivati (formaggi e latticini), uova, miele e un’ampia varietà di alimenti di origine vegetale.

In questo modello sono comprese anche le varianti Latto-Vegetariana (LV) e Ovo-Vegetariana (OV).

Modello Vegano (VEG): esclude di tutti i tipi di carne, latte e derivati (formaggi e latticini), uova e miele; è consumata un’ampia varietà di alimenti vegetali.

Questi regimi alimentari sono spesso oggetto di contestazioni per possibili carenze.

In realtà qualsiasi regime alimentare che assicuri la corretta quantità e qualità di tutti i principi nutritivi (glucidi, protidi, lipidi, vitamine, sali minerali e acqua contenuti in alimenti e bevande che assumiamo), può garantire il benessere e la salute di ogni individuo. Tuttavia in merito alla vitamina B12 in alcuni regimi e particolari condizioni, è necessario assumerla come integratore.

Biodisponibilità della Cobalamina

Si definisce biodisponibilità la frazione di un nutriente che l'organismo è in grado di assorbire e di utilizzare per le proprie funzioni fisiologiche. La biodisponibilità della vitamina B12 è ridotta in presenza di qualunque situazione che ne alteri l’assorbimento intestinale (ad es. gastrite atrofica, riduzione dell’acidità gastrica, anche iatrogena provocata dall'uso improprio o eccessivo di uno o più farmaci, anemia perniciosa, ileite terminale).

Inoltre la vitamina in forma cristallina, contenuta negli alimenti fortificati e negli integratori, risulta meglio assorbibile in confronto a quella contenuta nel cibo e viene raccomandata in condizioni di possibili difetti di assorbimento.

Contenuti maggiori si trovano nelle frattaglie, in particolare nel fegato (23-110µg/100 g), ma in quantità discrete anche nel pesce (mediamente 3 µg/100 g), nei molluschi (circa 19 µg/100 g), nei crostacei (in media 3 µg/100 g), nel tuorlo d’uovo (7 µg/100 g) e nel parmigiano (4 µg/100 g).

La carne e il latte presentano quantità inferiori di vitamina B12, gli alimenti di origine vegetale ne contengono in piccole quantità provenienti da contaminazione microbica oppure da fortificazione.

Gruppi a rischio

Anziani

La carenza di vitamina B12 si riscontra frequentemente in età avanzata e in presenza di patologie associate.

La carenza vitaminica appare per lo più legata a malassorbimento da ipocloridria e atrofia gastrica che interessa almeno il 20% della popolazione anziana.

In tali situazioni e in presenza di carenza vitaminica, i fabbisogni possono essere coperti anche con l’utilizzo di alimenti fortificati e/o supplementi.

Vegetariani (LOV-LV-OV) e vegani (VEG)

I vegetariani hanno una minore assunzione di vitamina B12 con la dieta rispetto ai soggetti onnivori; qualora indicato, la vitamina va integrata con alimenti fortificati e/o supplementi. Particolare attenzione va rivolta alle gestanti vegetariane e ai lattanti di madri vegetariane poiché le riserve vitaminiche alla nascita sono basse e il latte materno fornisce scarsi quantitativi di vitamina.

Per i vegani l’assunzione giornaliera di vitamina B12 è obbligatoria.

Fumatori

Studi hanno evidenziato che la concentrazione di alcune vitamine del gruppo B, in particolare i folati e la vitamina B12, sono inferiori nei fumatori rispetto ai non fumatori.

Si ritiene che i nitriti organici, l’ossido nitrico, i cianati e gli isocianati contenuti nel fumo di sigaretta possono interagire con tali vitamine, interferendo con la biodisponibilità o inattivandole.

Non vi sono però dati sufficienti per indicare un aumento del fabbisogno medio (AR) e l’assunzione raccomandata per la popolazione (PRI) nei fumatori.

Sintomi clinici per carenza di Vitamina B12

La carenza di vitamina B12 si manifesta lentamente in quanto i depositi epatici sostengono il fabbisogno fisiologico per 3-5 anni in assenza di IF (Fattore Intrinseco) e fino a un anno in assenza delle capacità di riassorbimento enteroepatico. Quando i depositi sono limitati e il fabbisogno dovuto alla velocità di crescita è alto, i sintomi clinici possono comparire più rapidamente.

La carenza di vitamina B12 è principalmente causata da malassorbimento; la forma più nota è l’anemia perniciosa, caratterizzata dalla mancanza di IF (su base autoimmune). Altre forme di malassorbimento sono dovute a resezione gastrica o ileale, gastrite atrofica, morbo di Crohn, celiachia e alcolismo, o a cause iatrogene (inibitori della secrezione gastrica, biguanidi e colestiramina). Negli anziani il malassorbimento è soprattutto legato a ipocloridria o gastrite atrofica, poiché in tali situazioni non si verifica il rilascio della vitamina dalle proteine alimentari o dalle proteine di trasporto intestinali, mentre la sintesi di IF è ridotta.

Le carenze alimentari nei paesi industrializzati sono rare, ma sono descritte negli anziani (fino al 5 % dei casi) e possono manifestarsi nei vegani che non integrano la dieta con la vitamina B12.

I sintomi clinici della carenza di vitamina B12 sono anemia megaloblastica, identica a quella da carenza di folati, alterazioni neurologiche (in alcuni casi irreversibili) e gastrointestinali. Glossite, nausea, dispepsia e dolori addominali sono i sintomi gastrointestinali più frequentemente descritti.

La carenza di vitamina B12 in misura minore rispetto ai folati, può anche determinare iperomocisteinemia (fattore di rischio per le malattie cardio-cerebrovascolari) e potrebbe essere associata a osteoporosi, depressione, declino cognitivo e alcune forme di demenza negli anziani. Stati carenziali nelle donne in gravidanza sono stati associati a difetti del tubo neurale e aborto spontaneo ricorrente.

Infine non è possibile affermare in senso assoluto che il giusto assorbimento di vitamina B12 sia sempre garantito anche in un’alimentazione onnivora in quanto, come descritto, vi possono essere fattori soggettivi che inibiscono il rilascio e l’assorbimento della Cobalamina. Per tali ragioni è consigliabile, per ogni individuo, tenere monitorato il proprio grado di assorbimento e laddove necessario integrare con degli integratori. È sempre bene consultare il medico prima di intraprendere un percorso di integrazione affinché esso sia personalizzato e valutato al meglio.


Sitografia

www.sinu.it

www.scienzavegetariana.it

www.pubmed.ncbi.nlm.nih.gov

Luglio 2021

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