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Ripartiamo dal futuro

Ripartiamo dal futuro

10 anni di infoSOStenibile, tra eterne sfide e ripartenze in sintonia con la SOStenibilità: vivere l’oggi pensando al domani

Non sarà la cosa più importante che la pandemia ha fatto saltare nel 2020, ma la festa per i 10 anni di infoSOStenibile, vi assicuriamo che è solo rimandata! A novembre dello scorso anno, in molti probabilmente ci eravamo illusi di aver superato l’annus horribilis che invece ha continuato a imperversare e a farci rinviare la tanto attesa ripartenza. Una ripartenza non solo delle edizioni del nostro mensile, che per forza di cose nel 2020 e nel 2021 avrà cadenza trimestrale, bensì la rimessa in moto di tutto il nostro sistema economico e stile di vita abituale. 

Ci siamo detti che nulla sarebbe stato come prima, che la normalità precedente è stata la causa della crisi ecologica, economica e sociale degli ultimi anni e che l’infausta pandemia ha messo in luce e aggravato la scarsa solidità di un sistema e un modello di sviluppo, da tempo non più in grado di garantire benessere e qualità di vita a tante persone.

La globalizzazione da un lato ha portato e continua a portare grandi opportunità e innovazione, dall’altro scardina e spesso devasta i modelli tradizionali di economia locale, che non sanno ancora “difendersi” da questa inondazione di economia digitale e di logistica onnipresente, con un consumo di energia e di risorse e ritmi sempre più insostenibili che sembravano, fino a ieri, inevitabili e impossibili da fermare. Poi la pandemia ci ha mandato un incontrovertibile segnale e in un certo senso ci ha concesso (obbligando il mondo a fermarsi) una pausa di riflessione sulla direzione intrapresa dall’umanità tutta.

Durante questa pausa sono emerse tante riflessioni, tante analisi, ipotesi e soluzioni, tante proposte, molte concrete e praticabili. C’è un’innovazione economica, tecnologica e di pensiero, che consente oggi di realizzare progetti e modelli organizzativi virtuosi, sharing economy, finanza sostenibile, economia circolare, sociale e green, comunità locali solidali, consumi e consumatori consapevoli. Nelle pagine seguenti mostriamo alcuni esempi e novità, le proposte percorribili non mancano.

Quel che ancora manca è la chiara consapevolezza che indietro non si torna. L’epoca della produzione e del consumismo così come l’abbiamo vissuta nei decenni scorsi non esiste e non torna più. Parlare di ripartenza è di per sé un errore, è fuorviante. Non dobbiamo e non possiamo pensare con i criteri e i modelli del passato e nemmeno del presente, che per quanto si stia allungando, non sarà - vogliamo sperare - la normalità permanente.

Ma questa precaria condizione non sarà la normalità solo se sapremo staccarcene e ripartire pensando al futuro, pensando a come vorremmo fosse veramente la nostra società, la nostra economia ed essere coerenti e conseguenti con questa volontà. Tutti gli sforzi, le difficoltà, gli investimenti, le riflessioni di metodo e di prospettiva, gli incentivi economici e le risorse umane e sociali non devono essere indirizzate a ripristinare le stesse attività di prima, ma a impostare un sistema diverso, migliore, un nuovo sistema.

Basta con l’appagamento di esigenze tutte tese all’immediatezza dei bisogni. Che sono veri, reali, ma tutti terribilmente contingenti e individuali. Sappiamo ormai cosa impatta negativamente la qualità delle nostre vite, il valore dei beni comuni, dei servizi pubblici fruibili da tutti, la ricchezza e il benessere sociale, che vogliamo diffuso e di lungo periodo, non effimero e sempre più concentrato in poche mani. Esempi, informazioni e conoscenze ce ne sono, basta volerli guardare e mettere in pratica. Se ripartiamo dai bisogni del presente o peggio dalla riproposizione del passato, inciamperemo sempre più spesso in crisi periodiche, economiche, sanitarie, sociali, ecologiche. E dovremo sempre ricominciare tutto da capo.

La nostra guida deve essere invece il futuro che vogliamo, la direzione dev’essere chiara, consapevole, occorre imboccarla da subito con decisione. Dobbiamo imporcelo come premessa: il futuro dev’essere il punto di partenza di ogni politica, di ogni scelta, di ogni cambiamento, non il punto di arrivo. Altrimenti le zavorre passate e presenti, le abitudini consolidate e l’esigenza dei bisogni immediati non permetteranno di iniziare a costruire quella società che, forse, ancora, non vogliamo abbastanza.

Diego Moratti

Febbraio 2021

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